• Share
  • OkNotizie
  • +2
  • 0

Di Valentina Beli | 29.11.2012 12:31 CET

C'è tempo poco più di una settimana. Fino al 9 dicembre per l'esattezza, dopodiché, avrà vinto di nuovo la casta. Il decreto taglia costi della politica dovrà essere approvato entro l'Immacolata, altrimenti è destinato a decadere.

Seguici su Facebook

Più volte il testo ha fatto la spola tra Camera e Senato, ma il tempo è denaro e Monti e i suoi lo sanno benissimo. Per questo la probabilità che sulla questione venga posta la fiducia è altissima. Nonostante ci siano 370 emendamenti al testo da rivedere, il Governo tenterà di non far mettere mano al decreto. Pena lo slittamento dei tempi e l'impossibilità di convertirlo in legge. Il Parlamento tergiversa? Esattamente.

Ma voci attendibili e provenienti dall'area Pdl hanno fatto sapere: "E' stato il Cav a dire di non votare nulla'. Il Parlamento sarebbe tenuto in ostaggio da Silvio Berlusconi. Sembrerebbe che l'ex premier, con un occhio rivolto ai sondaggi e soprattutto all'esito del ballottaggio del Pd, abbia congelato i suoi con il dictat di non votare niente. Anzi, di ostacolare il Governo in questa fase finale della legislatura.

Al palo non soltanto il decreto sui costi della politica ma anche delega fiscale e legge  elettorale. Berlusconi  sembra riuscire a fare il bello e il cattivo tempo. Anche una volta fuori dal Consiglio dei Ministri.  

 

LEGGI ANCHE:

Fornero: "I nostri figli sono viziatelli" 

Primarie addio: Silvio c'è

90 onorevoli in più: così il Parlamento riduce i costi della politica 

 

 

Il Senato italiano durante un dibatto
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
La Camera del Senato
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +2
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci