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Di C.F. | 29.11.2012 16:40 CET

"Le scuole paritarie - secondo quanto sostiene la deputata Luisa Santolini (Udc) - fanno risparmiare ogni anno allo Stato sei miliardi di euro. Non dovrebbero pagare l'Imu". Richiesta 'accolta' dal ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo: "Vedremo, ne parlerò con Monti" ha dichiarato. E cosa ne pensa il premier? A febbraio disse queste testuali parole: "Saranno esenti dall'Imu quelle scuole che svolgono attività secondo modalità concretamente non commerciali".

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A dire il vero il regolamento del ministero dell'Economia pubblicato in Gazzetta ufficiale lo prevede già, ma non nel senso inteso da chi ha interessi nel settore, insoddisfatti dall'operato del governo. Il regolamento citato prevede che le scuole paritarie non debbano pagare la tassa sugli immobili se l'attività è svolta a titolo gratuito o "il corrispettivo simbolico è tale da coprire solo una frazione del costo del servizio, tenuto conto dell'assenza di relazione con lo stesso".

"Lo svolgimento di attività didattiche si ritiene effettuato con modalità non commerciali se l'attività è paritaria rispetto a quella statale e la scuola adotta un regolamento che garantisce la non discriminazione in fase di accettazione degli alunni" si legge ancora nel Regolamento.

Ma la richiesta di non far pagare l'Imu a tutte le scuole paritarie nasconde ben altre intenzioni. Anche perchè per 'paritarie' si intendono tutti quegli istituti gestiti da enti diversi dallo Stato, compresi "privati e da persone giuridiche appartenenti a Stati membri dell'Unione Europea, da Enti religiosi italiani o da Enti religiosi stranieri dipendenti dalla S.Sede che abbiano ottenuto la personalità giuridica in Italia".

"Non può essere il criterio della gratuità del servizio quello che porta a stabilire se una scuola cattolica debba essere o meno sottoposta al pagamento dell'Imu" ha dichiarato qualche giorno fa a Radio Vaticana il presidente dell'Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica, padre Francesco Ciccimarra. "Attualmente - ha dichiarato Roberto Gontero, Presidente di Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche). - le rette non coprono per intero i costi di esercizio delle scuole non statali, che, se fossero sottoposte all'Imu, sarebbero costrette a chiudere o a aumentare i corrispettivi in misura non più sostenibile dalle famiglie degli alunni".

Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo
(Foto: UK in Italy (Flickr) / )
Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. [CC BY-ND 2.0]
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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