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Di C.F. | 29.11.2012 18:08 CET

"I provvedimenti della magistratura stanno provocando gravi ripercussioni sull'occupazione, ma il quadro rischia di peggiorare. Anche Genova avrà problemi ed è destinata alla chiusura. Oltre ventimila dipendenti rischiano di saltare in caso di chiusura di Taranto e ci saranno ripercussioni anche per le case automobilistiche. Si rischia l'effetto domino su tutta la filiera dell'acciaio. Dovremo far ricorso nei prossimi giorni a nuovi ammortizzatori a causa dello spegnimento di alcuni altiforni".

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Lo ha dichiarato il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante (indagato dalla Procura di Taranto) durante il vertice a Palazzo Chigi alla presenza del premier Mario Monti, dei ministri Fornero (Lavoro), Passera (Sviluppo Economico, rientrato dalla Cina) e Clini (Ambiente). Presenti anche il sindaco della città Stefano (indagato come Ferrante) e il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola,

Si discute del decreto annunciato dal governo per permettere all'azienda di proprietà della famiglia di Riva di tornare a produrre grazie all'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale). E' probabile che l'articolato messo a punto ieri possa essere modificato. "Non abbiamo intenzione ad entrare in conflitto con la magistratura" ha dichiarato Mario Monti.

 

Ilva
(Foto: Reuters / )
L'Ilva di Taranto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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