Una pessima giornata per Matteo Renzi, a meno di 72 ore dal ballottaggio per designare il candidato premier del centrosinistra. Prima l'esposto presentato dagli altri candidati per "palese violazione del codice di comportamento dei candidati e dei principi regolamentari per le pubblicità a pagamento". Poi lo schiaffo in faccia della Corte dei Conti di Firenze (sentenza del 27 novembre, diffusa oggi dall'Agenzia Dire) , città che amministra dal 2009.
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Matteo Renzi
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"Reiterata irregolarità contabile - scrivono - che oltre ad essere contraria ai principi di sana gestione, denota il permanere di una situazione di precarietà finanziaria che richiede l'adozione di particolari misure di adeguamento delle previsioni dell'entrata e della spesa".
Le accuse sono pesanti per un amministratore: aver ecceduto nelle spese del personale (oltre il 50% in più rispetto a tre anni fa) per "una grave irregolarità contabile in quanto in contrasto con la normativa e con i principi generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica"; aver violato il patto di stabilità ("l'impostazione del bilancio per le annualità 2013 e 2014 non garantisce il rispetto del patto di stabilità e costituisce una grave irregolarità contabile per cui è necessaria l'assunzione immediata di idonei atti di correzione").
Una condanna che fa il paio con quella ricevuta dalla stessa Corte dei Conti per il periodo 2004-2009 quando guidava la Provincia di Firenze. In quel caso la sua gestione venne condannata per un danno all'Erario. Non poteva capitare nulla di peggio a Renzi. La bocciatura dei magistrati contabili alimenterà le critiche per la sua gestione del capoluogo toscano, già deflagrate durante la campagna elettorale in cui il sindaco è rimasto lontano dalla città. E in una fase di recessione, tagli e crisi strisciante essere "beccati" a redigere bilanci irregolari non è proprio il miglior biglietto da visita per candidarsi alla guida di questo disastrato Paese.








