"Non siamo ancora fuori dalla crisi (...) secondo le nostre previsioni la ripresa per l'eurozona arriverà nel secondo semestre del 2013".
Reuters
Mario Draghi
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Questo è quanto è stato detto dal Presidente della Bce Mario Draghi nel corso di una intervista alla radio francese Europe 1. Ci attendono dunque ancora mesi di crisi senza crescita anche se, a detta di Draghi, non sono del tutto assenti speranze per il prossimo futuro.
"Abbiamo avuto in questi ultimi mesi un clima più tranquillo sui mercati. E' questa relativa pace che dovrebbe mostrarci la strada" ha continuato il numero uno della Bce.
Anche l'agenzia di rating Moody's conferma, nel suo ultimo Economic outlook, che per l'Eurozona la recessione finirà ndel 2013. La previsione annuale porterebbe ad un +0.2% contro il -0.5% del 2012. Fondamentale, in questi calcoli, il ruolo della Germania che chiuderà il 2013 con un +1.2% per quanto riguarda il Pil. Sempre per l'agenzia di rating permangono, però, "rischi al ribasso che potrebbero spingere l'area in recessione".
Proprio per questo si dovrà procedere, ovviamente, con convinte riforme in tutte le direzioni. Non manca una precisazione su Francia ed Italia che dovrebbero applicare riforme per "rendere meno rigido" il mercato del lavoro: la realizzazione di queste riforme è "fondamentale" tanto per l'Italia quanto per la Francia.
Chiude, poi, con un appello ai governi dell'Eurozona: è necessario spingere per l'implementazione della tanto chiacchierata unione bancaria e, al contempo, la supervisione della Bce andrà applicata "a tutte le banche".








