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Di Arianna Adamo | 30.11.2012 12:10 CET

"Pierluigi Bersani non è in grado di voltare pagina, è per il catenaccio, mentre io sono per il gioco a tutto campo. Il suo è un modello di sviluppo economico vecchio, basato sulle grandi opere, mentre io voglio concentrarmi sulla manutenzione" afferma Matteo Renzi, dopo il confronto televisivo di ieri sera sulla Rai. Il sindaco di Firenze torna all'attacco sottolineando tutti i motivi di dissenso con Pierluigi Bersani. La questione principale riguarda la polemica sulle regole. Tutto è nato dalla proposta di Renzi di portare più gente possibile alle elezioni aggiungendo che è consentito partecipare al voto semplicemente iscrivendosi per tempo tramite web mail.

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"Margherita Hack ha detto che vorrebbe votare al secondo turno. Lei si immagina Margherita Hack che va a portare la giustificazione a Nico Stumpo? E' una roba da barzelletta" sostiene Renzi che ha ribadito la sua distanza anche con Nichi Vendola, che oggi è tornato a invitare i suoi elettori a sostenere Bersani nel ballottaggio di domenica.

"Sel è tutta con Bersani. Non mi aspetto differenziazioni" ha detto Renzi. “Secondo Nichi Vendola non ho bisogno di Casini perché io sono già Casini? Ricordo a Nichi che lui ha fatto molti accordi con Casini, lui è fa parte dell'apparato e in molti enti locali ci sono alleanze tra Sel e Udc. Essere di sinistra non significa mandare a casa il governo Prodi".

"In tutti i sistemi elettorali le regole si fanno al primo turno.” ha risposto Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. “Le regole non si cambiano in corso d'opera e chi vuole governare deve dare il buon esempio e rispettare le regole". Su facebook i commenti nella pagina di Matteo Renzi non sono tutti positivi. "Alla faccia della lealtà, della politica nuova, sembra di essere tornati al tempo di Berlusconi, quando la politica passava attraverso messaggi pubblicitari" scrive un utente riferendosi alla pagina di pubblicità sui giornali creata da Renzi che invita alla partecipazione di massa al ballottaggio di domenica. "Renzi=Berlusconi. Non esistono regole" afferma un altro.

Renzi si difende sostenendo che tale pubblicità non conteneva indicazioni sul candidato da votare. Niente propaganda, dunque, ma solo un tentativo di allargamento del gruppo elettorale. Poi, rivolgendosi ai sostenitori del leader di Sel, il sindaco di Firenze lancia un appello: "Politiche di sostegno alla cultura, spinta allagreen economy, la battaglia contro gli apparati. Secondo voi verranno fatte con me o con Bersani? Io non sono liberista, sono libero".

"Sta distruggendo le primarie", è la replica del leader di Sel. Per Nichi Vendola il sindaco di Firenze è un "giovanotto sull'orlo di una crisi di nervi", che incarna "l'inciucio sublime fra sinistra e liberismo". Vendola ha poi sottolineato come Renzi stia distruggendo il significato della competizione democratica . "Il rispetto delle regole” sottolinea Vendola “è fondamento di ogni cultura della legalità, mentre il cambio delle regole in corsa è stato un ingrediente continuo degli anni del berlusconismo".

"Abbiamo un parlamento da 1000 persone e una legge che prevede un esecutivo di soli 12 ministri.” afferma Renzi che tra le proposte avanzate in campagna elettorale ha inserito quella di realizzare in caso si vittoria alle politiche un governo di appena 10 ministri. “Una legge non applicata in virtù dell'atteggiamento della vecchia classe dirigente che ha creato il governo dell'Unione con 101 membri di governo. Occorre ridurre i costi e i posti della politica, il problema è se i ministri sono buoni o no".

"Il ballottaggio è molto più aperto di quanto si pensi", avverte Renzi. "E' durissima perché la partita è complessa, con 3,1 milioni di persone la partita si fa più dura, ma io ci credo. Se molti si iscrivono e chi ha votato per altri vota per me si può fare. Se un po' di bersaniani cambiano idea, sono voti che valgono doppio, come i gol in trasferta. Se qualche 'vendoliano', 'puppatiano' o 'tabacciano' vota per noi allora l'impresa è possibile. La partita è dura ma quelle dure sono più belle da vincere".

La replica di Bersani è arrivata nel pomeriggio: "Ieri sera è stato, come sempre, flessibile e garbato, poi il mattino dopo un po' meno. E' così ragazzi. Non stiamo facendo né tavoli, né tavolini, ognuno continuerà a fare il suo mestiere.” Bersani ha sottolineato che Renzi, in caso di sconfitta, debba continuare a fare il sindaco di Firenze mentre se vincesse lui continuerebbe a fare il suo lavoro.

"Rifiuto in radice che io non sto rappresentando la posizione di una sinistra moderna che è un incrocio tra la mia cultura e istanze liberali” ha aggiunto Bersani. “Contesto a Renzi che sotto la parola merito e libertà se non c'è uguaglianza emerge l'idea che vince il più forte. La posizione di Renzi si discosta dal baricentro necessario tra cultura di sinistra e cultura liberale".

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Matteo Renzi
(Foto: http://www.flickr.com/photos/m / )
Matteo Renzi
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