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Di Arianna Adamo | 30.11.2012 12:09 CET

E' stato recuperato il corpo di Francesco Zaccaria, l'operaio dell'Ilva disperso in seguito alla tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento mercoledì scorso. Questa mattina, intorno alle 9, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno trovato il corpo dell'uomo all'interno della cabina della gru finita in mare due giorni fa a 24 metri di profondità.

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"Il corpo” ha spiegato uno degli ufficiali della Guardia costiera “era all'interno della cabina. Siamo riusciti a individuarlo perché sono migliorate oggi le condizioni del tempo e soprattutto la visibilità, ieri limitata a dieci centimetri. E' stato così possibile ai sub avvicinarsi e tirare fuori dalla cabina lo sfortunato operaio".

Francesco Zaccaria, 29 anni, nato a Taranto e residente nella frazione di Talsano, era scomparso nelle acque di mar Grande, all’altezza del quinto sporgente del porto industriale, nell’area demaniale concessa all’Ilva. I familiari avevano ieri lanciato un appello nella speranza di ritrovare in vita il loro caro: non avevano perso le speranze. Un collega di Francesco aveva anche detto di averlo visto all'esterno della gru quando è sopraggiunto il tornado. La Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un' inchiesta per accertare eventuali responsabilità sulla sua morte ma al momento non ci sono ipotesi di reato.

Oggi è, intanto, terminata l’assemblea dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova indetta ieri sera al termine del vertice a Roma tra Governo e sindacati sul decreto legge 'salva-Ilva'. Gli operai e gli impiegati hanno iniziato il corteo bloccando la rampa di accesso dell’aeroporto di Genova. Il corteo dei lavoratori dell'Ilva si è fermato quando è arrivata la notizia del ritrovamento del corpo di Francesco. Dopo aver osservato un minuto di silenzio i metalmeccanici genovesi hanno fatto partire un lungo applauso e le sirene dei mezzi pesanti si sono messi a suonare. Poi, il corteo si è rimesso in marcia verso il centro di Genova.

Proprio oggi il consiglio dei ministri varerà un decreto legge che mira a riaprire l'impianto siderurgico, messo sotto sequestro alcuni giorni fa dai pm. Sulla vicenda ieri è intervenuto anche il premier Mario Monti che considera "prioritaria la tutela della salute e dell'ambiente” e ritiene che il polo produttivo di Taranto “un asset strategico per l'economia regionale e nazionale la cui chiusura potrebbe comportare un impatto negativo sull'economia di 8 miliardi annui, perché coinvolge direttamente anche gli stabilimenti dell'Ilva in Liguria e Piemonte e fornisce acciaio a diverse realtà industriali e straniere”.

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L'Ilva di Taranto
(Foto: Reuters / )
Una immagine dell'Ilva di Taranto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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