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Di Emiliano Ragoni | 01.12.2012 11:16 CET

 

Nicrem

Le alterazioni dell'attività respiratoria che si manifestano in apnee notturne, colpi di sonno improvvisi, alterazioni delle prestazioni diurne, sono spesso correlate a patologie cerebro-vascolari e scompenso cardiaco e se non trattate possono ripercuotersi negativamente sulle condizioni sociali e sulla salute di chi ne è colpito. Sara Lapi, classe 1985, laureata in Ing. Elettronica triennale nel 2007 e in ing. Biomedica specialistica nel 2010, ha seguito un progetto (attraverso due tesi) di un dispositivo molto interessante il quale ha lo scopo di monitorare le apnee notturne, patologia molto diffusa fra i 50 e i 60 anni. Alla fine è nata una Start up, Nicrem.

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La Dott.ssa Lapi si è occupata di alcuni aspetti di progettazione, organizzazione e gestione della start up del dispositivo. Al momento le aziende competitor nel campo della diagnosi di apnee notturne propongono dispositivi di monitoraggio molto simili tra loro, con sensori di valutazione dell'attività respiratoria a fascia elastica. L'utilizzo nella famiglia di dispositivi Nicrem di sensori miniaturizzati per la valutazione dell'attività respiratoria è una soluzione innovativa dal punto di vista tecnico, che permette di realizzare uno strumento non invasivo di dimensioni ridotte, leggero e semplice da applicare al paziente, di costo industriale contenuto.

Inoltre la scelta del tipo di sensori complementari impiegati per il monitoraggio delle apnee notturne, nonché la cura del design da parte di professionisti, mirano tutte alla realizzazione di un dispositivo medico che sia piacevole da indossare e possa essere utilizzato con pazienti in ogni fascia di età, dai neonati agli anziani.

 

Nicrem
Nicrem

 

 

La Dott.ssa Lapi, con il suo dispositivo portatile Nicrem, ha partecipato e vinto la Star Cup Toscana, rassegna alla quale partecipano i ricercatori toscani autori delle idee più innovative. La Redazione di IBTimes, da sempre interessata ai giovani intraprendenti, ha deciso di intervistare la Dott.ssa Lapi.

Redazione IBTimes: Ci può dire com'è nato Nicrem, dettagliandoci, dal punto di vista tecnico, il funzionamento e quali sono stati gli step della progettazione?

Dott.ssa Lapi: "L'idea alla base del nostro spin off è quella di utilizzare dei sensori commerciali già utilizzati in molti strumenti come i telefoni cellulari, i sensori accelerometrici, in un campo completamente diverso come quello del monitoraggio respiratorio. Ci siamo resi conto che gli attuali strumenti usati a questo scopo sono piuttosto ingombranti e scomodi, soprattutto certe tipologie di pazienti come i bambini o le persone obese o le donne incinte. Abbiamo dunque sviluppato dei sensori molto piccoli e molto leggeri che possono essere fatti aderire direttamente sul torace del paziente che quasi non si accorge di averli: il risultato è che l'indagine del comportamento respiratorio è anche più veritieria". 

Il prodotto di esordio sul mercato è uno strumento per la valutazione dell'attività respiratoria del paziente ricoverato (Nicrem Series 100). Il dispositivo permette di fare misure affidabili, oggettive e rapide di frequenza respiratoria, in modo non invasivo e non fastidioso, grazie alle ridotte dimensioni dei sensori associati ai dispositivi, di cui costituiscono l'innovazione principale che differenzia in modo sostanziale questo prodotto da quelli attualmente presenti sul mercato. L'utilizzo è molto semplice ed immediato, è uno strumento che riteniamo molto utile per il medico o l'infermiere che aggiorna la cartella clinica con lo stato di salute del paziente ricoverato. Si tratta di una coppia di sensori da posizionare sul torace del paziente tramite semplici cerotti, i sensori sono piccoli per cui non disturbano il paziente nei suoi movimenti e non intralciano il respiro normale".

Redazione IBTimes: A che stadio di sviluppo è il prodotto e quando avverrà la commercializzazione?

Dott. ssa Lapi: "Nicream Series 100 è attualmente disponibile in forma di prototipo, è in corso il processo per la certificazione CE del dispositivo prima del lancio sul mercato (atteso per la prima metà del 2013). È presente un brevetto.

Quella che abbiamo sviluppato  è una tecnologia basata su sensoriminiaturizzati in grado di rilevare l'attività respiratoria di un soggetto e che apre le porte a molteplici applicazioni, compreso anche il monitoraggio dei bambini e neonati".

Redazione IBTimes: In che modo Nicrem potrà prevenire quelle che sono comunemente denominate "morti in culla"? Il prodotto si rivolge a un pubblico in particolare? E' stato concepito per essere utilizzato in ambito domestico o ospedaliero?

Dott. ssa Lapi: "Il cliente con cui ci interfacciamo è la struttura ospedaliera o di ricovero, che poi applicherà i nostri strumenti elettromedicali sui propri pazienti. Quello che al momento proponiamo non è un dispositivo salva bambini e tantomeno di prevenzione delle morti in culla (le ragioni cliniche alla base della SIDS sono molteplici e per lo più ancora sconosciute anche ai medici più esperti del campo, nonostante alcune tecniche di prevenzione abbiano un po' migliorato le statische sulle morti).

Redazione IBTimes: Ci può dire come e da chi è composto il suo team di ricerca?

Dott.ssa Lapi: "Dal punto di vista organizzativo e relazionale, il gruppo può contare sulla presenza di collaboratori provenienti per la maggior parte dall'Università degli Studi di Firenze con competenze approfondite nei campi tecnico-scientifico (Prof. Giovanni Borgioli, Professore Associato di Meccanica Razionale; Marco Calzolai, Tecnico EP3 presso il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni; Ing. Sara Lapi, Ingegnere Biomedico), medico (Prof. Massimo Pistolesi, Professore ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio; Prof. Giovanni Fontana, Professore Associato di Medicina Respiratoria), economico (Dott. Alessio Carraresi), nonché con una forte esperienza nel campo della produzione industriale di dispositivi medici (Prof. Ing. Leonardo Masotti; Ing. Fabrizio Landi). La nostra azienda nasce all'inizio del 2012 dai frutti della ricerca presso l'Università degli Studi di Firenze tra dipartimenti di ingegneria (dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni) e medicina (dipartimento di Medicina Interna), con lo scopo di realizzare strumenti elettromedicali per il monitoraggio continuo e non invasivo dell'attività respiratoria di adulti e neonati offrendo soluzioni competitive per il personale medico e dispositivi ad elevata portabilità, in modo che la diagnosi precoce di patologie respiratorie e sonno-correlate sia sempre più agevole".

Redazione IBTimes: Ha avuto difficoltà a trovare dei finanziamenti? 

Dott.ssa Sara Lapi: "Per ora il capitale sociale è stato trovato grazie a finanziamento soci (uno dei soci è un Business Angel entrato grazie all'iniziativa 'Firenze Crea Impresa'). Siamo alla ricerca di finanziamenti ulteriori, ma consapevoli della difficoltà di reperire fondi speriamo di entrare sul mercato con le nostre forze. La nostra Start Up è al momento incubata presso l'Incubatore Universitario Fiorentino. NICReM si è classificata prima il 3 ottobre 2012 alla finale della Start Cup Toscana 2012, cosa che ha permesso di presentarsi come espositore a Milano alla fiera SMAU 2012".

Redazione IBTimes: Data la Sua esperienza,come può definire lo "stato di salute" del mondo della ricerca italiano? Non pensa che l'Italia sia un popolo pieno di menti brillanti, troppo spesso però frenate dalle contingenze socio-politiche? In che modo si può porre rimedio a questa situazione?

Dott.ssa Sara Lapi: "Penso che la scuola e l'università italiana, di cui si continua a riconoscere il valore in tutto il mondo, stiano attraversando un momento impegnativo. In università dove ho lavorato (con assegno di ricerca) per due anni ho visto tantissime persone meritevoli, giovani e meno giovani, ben formate ed entusiaste, ma sempre meno persone restano a portare avanti la ricerca. Per un giovane (parlo della realtà che conosco, ovvero ingegneria), la scelta dell'università resta una scelta di precariato senza certezze sul domani, col rischio di ritrovarsi un giorno senza rinnovo di contratto, in un mondo in cui si è considerati 'vecchi' e non appetibili; le possibilità di rimanere in contesto accademico sono bassissime. Ho paura che alla lunga questo porti a un depauperamento della qualità generale, i cervelli li vedo già adesso fuggire ad esempio in contesto industriale, e meno ricercatori formati ed esperti rimarranno in Università più ne risentirà anche la didattica stessa, che conta tantissimo sui ricercatori giovani oltre che sui professori. Bisognerebbe da una parte incentivare l'occupazione presso le università con posizioni meno precarie ma anche basate sul rendimento (pubblicazioni, fondi ottenuti, vittoria di bandi...), dall'altra anche incentivare ancora di più le aziende a portare avanti ricerca in collaborazione con le università in un circolo virtuoso....".

Redazione IBTimes: Progetti futuri ?

Dott.ssa Sara Lapi: "Il mercato di riferimento per i dispositivi di monitoraggio respiratorio è quello delle strutture di ricovero pubbliche o private (il prodotto è di interesse nei reparti di Pneumologia, Geriatria e Medicina Interna, Pediatria, Cardiologia...) e dei medici specialisti privati, per un totale (in Italia) potenzialmente di circa 260.000 posti letto. Giova sottolineare che per le strutture sanitarie una gestione più agevole della strumentazione, anche nei tempi di utilizzo, si traduce certamente in un risparmio sui costi di gestione e sulle liste di attesa per gli esami. Si possono aprire anche ulteriori scenari: la tendenza attuale nel mondo della sanità è quella di anticipare sul territorio la diagnostica medica per limitare il numero di ricoveri ospedalieri, inoltre le stesse farmacie stanno allargando la propria offerta al pubblico comprendendo anche servizi di analisi. In questo contesto, pensando ad un ulteriore sviluppo della nostra tecnologia ad esempio per il monitoraggio di anziani o neonati, si possono inserire tra i target di riferimento anche medici di base (circa 46.000) e farmacie (circa 18.000)".

 

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