Oggi, 1° dicembre, si celebra la Giornata Mondiale contro l'Aids. Secondo le cifre fornite dall'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2011 sono state infettate 2,5 milioni di persone, 700mila in meno rispetto a dieci anni fa. I morti sono stati 1,7 milioni, 600mila in meno rispetto al 2005. Secondo gli esperti ci vorranno "almeno" dai 15 ai 20 anni per mettere a punto un vaccino efficace.
Reuters.com
Onu, diminuiscono infezioni Aids e decessi nel mondo
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Proprio in questi giorni esce il libro scritto da Vittorio Agnoletto e Carlo Gnetti intitolato "Aids - Lo scandalo del vaccino italiano", edito dalla Feltrinelli. Agnoletto, conosciuto dall'opinione pubblica soprattutto come esponente dei cosiddetti no-global, è anche il fondatore della LILA (Lega italiana per la lotta contro l'Aids).
La storia che racconta Agnoletto inizia nel 1998, quando esce fuori la notizia del vaccino, basato sulla proteina virale Tat, ideato dalla scienziata Barbara Ensoli. Secondo il fondatore della LILA si tratta di un grande imbroglio. "Non credevo allora, nel 1995, come non credo ora, che esista un grammo di logica né di dati che indichi nella Tat un possibile efficace vaccino" ha scritto Robert Gallo, considerato uno dei massimi esperti di Aids a livello mondiale, nella prefazione del libro.
Secondo la denuncia di Agnoletto, protagonista di un interessante post sul blog di Beppe Grillo, si tratterebbe dell'ennesimo caso di speculazione su una malattia mortale, nato per spillare soldi destinati a finanziare la ricerca (fin qui almeno 50 milioni di euro). Intanto il nostro Paese, come denuncia l'Osservatorio italiano sull'azione globale contro l'Aids, "deve ancora versare al Fondo Sviluppo i contributi promessi per il 2009 e il 2010, pari a 260 milioni di euro", destinati a contrastare la malattia.








