Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha fatto capire sin dal suo insediamento che sulla questione Ilva aveva le idee chiarissime.
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Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini
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Intervistato da La Stampa ribadisce il suo punto di vista, attaccando la Procura di Taranto che sta valutando l'ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale per sollevare il conflitto d'attribuzione sul decreto Salva-Ilva, il salvacondotto concesso ai Riva che potranno continuare a produrre (e inquinare) per almeno due anni, scavalcando di fatto il potere giudiziario che aveva imposto il sequestro e tracciato il percorso della bonifica.
"Spetta alla Corte Costituzionale pronunciarsi. La situazione è precipitata lunedì scorso quando le disposizioni del Gip hanno bloccato nei fatti lo stabilimento - sostiene Clini - Senza questo provvedimento, il 26 novembre sarebbero partiti i primi interventi previsti dalle prescrizioni dell'Aia. E' un dato di fatto con il rischio che l'azienda abbia un alibi per rimettere in discussione gli impegni presi. Non vorrei che ora si aprissero conflitti tra le istituzioni dello Stato con lo stesso effetto di blocco delle misure per il risanamento ambientale".








