BERLINO - La crisi economica ha, indubbiamente, stimolato il processo di metamorfosi europea. L'Eurozona, giorno dopo giorno, cambia impercettibilmente forma, si plasma sulle nuove certezze e abbandona i vecchi assiomi. Quello della Germania "locomotiva" d'Europa, ad esempio, non è più così certo come lo era una volta.
Reuters/Thomas Peter
European, Greek and German flags fly outside the Chancellery in Berlin, August 24, 2012.
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Primus inter pares - Inutile lanciare allarmismi inutili: la Germania rappresenta ancora, complessivamente, la migliore economia europea per crescita del Pil, mercato del lavoro e situazione del debito pubblico. Il 2013 non assumerà le forme della recessione o della stagnazione economica: l'anno prossimo, in Germania, si cresce.
L'Export e la revisione del Pil - Quello che non è da sottovalutare, invece, è quanto la fortezza economica tedesca sia esposta nei confronti del resto dell'Europa. L'Eurozona, ora come ora, rappresenta un ottimo partner commerciale: il 40% della voce "Export", infatti, rimane nel circuito europeo. Questo vuol dire, a conti fatti, che dal momento in cui Paesi in difficoltà come Spagna, Italia, Francia & Co. acquistano meno "made in Germany", la Germania si ritrova con un problema non di poco conto. I primi nove mesi del 2012 hanno visto il dato inerente l'export tedesco entro i confini europei scendere al 37.6%, il minimo da 22 anni a questa parte. Ecco quindi le manovre del Governo che si ritrova costretto a rivedere quel +1.6% del Pil per il 2013 ad un più modesto +1.0%. Siamo sempre anni luce distanti dalle situazioni disastrate del trittico Spagna-Italia-Francia di cui sopra ma, la novità, è che questa volta anche la Germania ha incassato un bel colpo.
La Germania non può continuare a nascondersi: fuori dall'Eurozona della locomotiva tedesca rimarrebbe ben poco.








