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Di Arianna Adamo | 03.12.2012 15:02 CET

Oggi si celebra la Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Una giornata istituita dall'Onu nel 1981 con l'obiettivo di promuovere la piena inclusione delle persone con disabilità nella comunità globale. Quest'anno il tema della Giornata è "Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva ed accessibile per tutti". C'è la possibilità, infatti, che con la crisi economica alcune misure di inclusione, prima garantite, ora vengano negate.

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Secondo l'Anffas in tutto il mondo, compresa l'Italia, esistono moltissime famiglie di persone con disabilita' intellettiva o relazionale che hanno a che fare con barriere materiali e culturali. Non è un problema derivato solo dalla mancanza di risorse, ma anche da “problemi culturali e di approcci obsoleti e discriminatori al tema della disabilità nelle politiche di molti Paesi, tra cui l'Italia''. Nel nostro paese possiamo stimare il numero di persone disabili in circa 3 milioni, dati Istat. Si tratta del 5% della popolazione; se si aggiungono anche le persone diversamente abili oltre i 65 anni si arriva a superare il 18%, fino a toccare il 44,5% tra gli over 80.

In occasione della Giornata internazionale, l'Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni, raccoglie l'appello lanciato dall'ONU per discuterne oggi a Lodi, con amministratori locali e istituzioni scolastiche, di misure concrete per ridurre il gap fra le buone intenzioni dei governi centrali e territoriali e le prassi che purtroppo denotano, ancora oggi, la permanenza di numerose barriere e comportamenti discriminatori.

''Un albergatore: vostra figlia disabile deve mangiare in orari diversi dagli altri perché disturba la clientela, la famiglia fa le valigie e va via. Negato l'accesso di un disabile a Villa d'Este, capolavoro del Rinascimento italiano dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità e, quindi, di tutti. Impossibilita' per un disabile di utilizzare i mezzi pubblici nel fiorentino perché gli autobus sono sprovvisti di pedana elettrica o perché non funzionante. Un bambino disabile di sei anni si e' visto negare da una scuola del casertano il sostegno scolastico perché figlio di immigrati ghanesi irregolari. Sono solo alcuni dei casi trattati dal mio Ufficio nel 2012'' dichiara Marco De Giorgi, direttore dell' UNAR ''per non parlare poi di quelli in cui si assiste a discriminazioni multiple che colpiscono donne disabili o disabili Rom in cui vengono denunziate delle situazioni di gravissima marginalità ed esclusione sociale''.

Anche la Chiesa si fa sentire con le parole del Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, mons. Zygmunt Zimowski: ''In occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilita', la Chiesa intende esprimere la propria vicinanza a coloro che sono provati da diverse forme di limitazione, fisica o psichica. In tale modo essa afferma il valore proprio della fede, che abbraccia e da' senso ad ogni situazione della vita umana, e si fa altresì custode del bene che può apportare all'intera comunità la persona, anche con disabilita', che vive la sua sofferenza in Cristo e per amore di Cristo''. Secondo Zimowski è necessario sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo la disabilità. È d'accordo Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, che sottolinea l'importanza di mettere i disabili in grado di lavorare e quindi di partecipare alla crescita della comunità stessa: “ Il mio sindacato prende spunto, per questo, dalla dottrina sociale della Chiesa che fa dell'armonia sociale il punto di crescita della comunità intera e anche della persona, nel caso specifico di quella dei disabili nei confronti dei quali c'è troppa disattenzione, specie nel privato.”

Non mancano le polemiche da parte di associazioni di disabili e dai social network che denunciano la mancanza di integrazione nella società riguardo molti aspetti della vita quotidiana. Se da un lato alcuni sottolineavano il valore altamente sociale di  questa giornata, dall'altro più di qualcuno lo ritiene un inutile paravento dietro il quale istituzioni e massa critica si nascondevano e sistemavano le coscienze. “Non ci dovrebbe essere solo un giorno per celebrare la giornata dei disabili” scrive un utente di Facebook, “ma bisognerebbe che fossimo tutti consapevoli che ogni giorno la disabilità esiste. È importante accettarla senza pregiudizi o altro. Crediamo di vivere in un mondo civile e globalizzato, ma io sono disabile dal lontanissimo '76 e di progressi ne ho visti ben pochi”.

La disabilità è una condizione reale, che fa parte della società e non va dimenticata né sottovalutata. Di passi avanti ne sono stati fatti: basta ricordare le paralimpiadi di Londra, la scorsa estate. Ma questo non basta. C'è ancora chi lamenta una “diversità” e una “indifferenza” che la cultura italiana e mondiale non riescono a superare. Ieri sono scesi in piazza anche loro: erano in migliaia i disabili spagnoli che hanno manifestato per le strade di Madrid contro la scure dell'austerity del governo spagnola destinata a colpire anche la sanità. “Siamo soffocati: il nostro assegno di sostegno di 520 euro è stato ridotto a 80 euro”, si è lamentata la madre di due ragazzi autistici di 15 e 16 anni, ricordando che per assistere i figli non può lavorare.

Atleta su sedia a rotelle
(Foto: Reuters.com / )
Atleta su sedia a rotelle partecipa alle paralimpiadi
This article is copyrighted by International Business Times.
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