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Di C.F. | 03.12.2012 15:47 CET

Non c'è pace per l'Ilva proprio nel giorno in cui il decreto messo a punto dal governo dovrebbe ricevere l'ok del Quirinale. Secondo l'associazione Fondo Antidiossina Taranto onlus la tromba d'aria (o tornado che dir si voglia) che la scorsa settimana ha colpito lo stabilimento pugliese, provocando una vittima, avrebbe anche innescato una "fuga" di amianto.

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"Riceviamo avvisi sull'allerta amianto in diversi reparti dell'Ilva come, per esempio, nel reparto colata continua (CCO5) e nei pressi della ciminiera di 80 metri di altezza. Qualche ditta esterna - denuncia Fabio Mattachiera, presidente dell'associazione- avrebbe iniziato una bonifica, probabilmente impossibile, per la straordinaria diffusione delle polveri nel raggio di centinaia di metri e per l'assoluta sottigliezza delle fibre di amianto. Tali fibre microscopiche, inferiori anche a 3 micron, non possono essere rilevate e tanto meno raccolte con alcun sofisticato strumento e, se tale diffusione dovesse essere confermata, potrebbe causare serissimi problemi di salute tra gli operai e nella popolazione".

"Non ci risulta che siano stati presi adeguati provvedimenti dopo la caduta del camino di 80 metri, presumibilmente coibentato da tonnellate di amianto, nè tantomeno che siano state fatte verifiche sulla stabilità delle decine di ciminiere che svettano in cielo e che potrebbero aver subito seri danni, tanto da poter essere considerate non stabili o pericolanti, dopo il passaggio del tornado" conclude.

 

L'Ilva di Taranto
(Foto: Reuters / )
Una immagine dell'Ilva di Taranto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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