BRUXELLES - E' stata definita da Olli Rehn come la riunione "più breve" degli ultimi anni. L'incontro avvenuto a Bruxelles tra i ministri delle Finanze dell'Eurozona aveva la trada ben spianata circa lòe decisioni da prendere.
Credit: Reuters/Sergio Perez
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A Spanish flag flutters beside nationalised lender Bankia's headquarters in Madrid May 30, 2012.
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L'economia spagnola è pericolosamente vicina al collasso ed il fardello più pesante, per ora, è il comparto bancario: le nazionalizzazioni sono il primo passo di un lungo percorso che porterà, necessariamente, alla ricapitalizzazione degli istituti bancari. Nella riunione di ieri è stato dunque confermato l'impegno nell'erogare aiuti al settore finanziario spagnolo per 39.5 miliardi di euro.
Ad agevolare l'approvazione degli aiuti è stata, ovviamente, la richiesta esplicita avanzata da Madrid. Klaus Regling, direttore del Fondo salva-stati Esm, ha fatto luce sui dettagli dell'operazione: la prima parte di aiuti arriverà già dalla prossima settimana mentre la seconda tranche arriverà "all'inizio del prossimo anno". I fondi giungeranno al così detto FROB (fondo salva-banche spagnolo) "nella forma di cambiali e bond di corto e medio termine".
Rehn poi conferma l'impegno e l'eventuale disponibilità per un aiuto da parte delle autorità europee non solo nei confronti del settore finanziario ma anche in quello dei conti pubblici spagnoli: "La Commissione è pronta ad agire. Sta alla Spagna decidere".
La situazione spagnola è dunque ad una svolta. Il sistema bancario è prossimo al collasso e la nazionalizzazione non assicura, visto i già citati problemi di bilancio, adeguate future capitalizzazioni. Alcune cessioni sono già avvenute: ricordiamo l'acquisto simbolico del Banco de Valencia da parte di Caixa per 1 euro.
I bilanci bancari spagnoli oltre a dover fronteggiare la crisi economica risultano essere particolarmente esposti nei confronti del settore immobiliare. Proprio tale esposizione a portato a calcolare che, per la sola Bankia, sarà necessario un piano di salvataggio da almeno 20 miliardi di euro.








