Giornalista indaga su debito greco e Il tribunale UE gli nega l'accesso ai documenti. "Bce e Goldman Sachs sapevano tutto sul debito greco"

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Di David Pascucci | 04.12.2012 11:49 CET

"Il diritto di accesso alle informazioni concernenti la Bce, non può minare la tutela dell'interesse pubblico della politica economica dell'Ue e della Grecia", questa la risposta del tribunale Ue alla richiesta di accesso ad alcuni documenti riguardanti il debito della Grecia da parte di una giornalista di Bloomberg. Il fatto risale allìagosto del 2010. Ma come si è evoluta la vicenda?

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La giornalista fece così ricorso alla Corte di Giustizia europea aspettando più di 2 anni per il responso arrivato qualche giorno fa. Ovviamente il ricorso è stato respinto. La giustificazione risiederebbe nel fatto che i mercati, allora, si trovavano in uno stato di salute pessimo proprio a causa di un possibile default greco e la Bce poteva quindi rifiutare la divulgazione dei documenti proprio per evitare "danni" al sistema economico e ai mercati finanziari. La Bce può fare questo anche se ogni cittadino europeo ha diritto di accesso ai documenti dell'istituto di Francoforte. A quanto pare, il diritto di accesso può quindi essere negato in "particolari" condizioni

Il Guardian ha indagato sulla questione facendo emergere dei particolari alquanto strani. In sostanza, il Guardian ha affermato che questa sentenza nega ai contribuenti europei il diritto di sapere se i funzionari Ue erano a conoscenza di irregolarità nei conti pubblici greci prima del 2009, costringendo così i contribuenti Ue a pagare il salato conto del salvataggio greco. 

Da qui emerge che l'UE era a conoscenza di ciò che stava accadendo ai conti pubblici di Atene e non ha preso provvedimenti. Secondo Bloomberg, la Bce è in possesso di alcuni documenti riguardanti delle transazioni risalenti al 2001 che, insieme a Goldman Sachs e altre banche, avrebbero occultato la reale condizione e portata del debito greco. 

Da qui gli swap fuori mercato che avrebbero portato all'aumento del debito greco di circa 5,3 miliardi di euro. Di questi, 2,8 miliardi sono stati presi in prestito proprio da Goldman Sachs

Da ciò, si può presumere che Goldman Sachs (insieme ad altre banche) e Bce sapevano tutto o quasi, lasciando all'oscuro dei fatti quell'opinione pubblica che avrebbe contribuito al salvataggio forzato di Atene.  

Fonte: Roberto Malnati, Fund Manager

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(Foto: Reuters / )
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