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Di V.B. | 04.12.2012 17:11 CET

Doveva essere in dirittura d'arrivo e invece la legge elettorale è più che in alto mare. Calderoli si era impegnato a fare da mediatore sui premi di maggioranza da concedere ai partiti, ma adesso spunta la bozza di Quagliarello, e il leghista commenta così il suo tentativo fallito: "Posso salvare un ferito ma non resuscitare un morto. Ho fatto di tutto perché si arrivasse ad un'approvazione della nuova legge elettorale ma a questo punto mi rendo conto di essere rimasto da solo e pertanto rinuncio all'accanimento terapeutico"

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Rispetto al testo finora approvato dalla commissione Affari costituzionali che affida un premio di maggioranza pari al 12,5% dei seggi al partito o coalizione che supera il 42,5% dei voti ed un sistema misto (listino bloccato più preferenze su miniliste di candidati) di elezione dei candidati, la proposta di Calderoli prevedeva un premio incrementale al partito più votato che avesse superato il 30% dei voti. 

Ma i partiti non hanno raggiunto nessun accordo. La nuova bozza Quagliariello prevede un premietto fisso di 50 seggi e una soglia del 40% per le coalizioni per accedere al premio di maggioranza. Il premietto fisso scatterebbe per il primo partito che ottenesse il 30% dei voti nel caso nessuna coalizione dovesse raggiungere la soglia del 40%  . I 50 seggi equivarrebbero circa all'8.2%.

Il Pd risponde subitocon un secco niet e grillo grida al complotto: "Corsa contro il tempo dei partiti per eliminare il movimento 5 stelle dalle elezioni politiche 2013. La commissione affari costituzionali lavora per questo senza sosta alla nuova legge elettorale. La prima mossa è l'abolizione del premio di maggioranza per scongiurare anche la più piccola possibilità che il m5s, in caso di vittoria, disponga della maggioranza parlamentare. La seconda è un emendamento di giornata che dovrebbe imporre ai partiti e ai movimenti di dotarsi di un vero e proprio (?) statuto. L'emendamento bipartisan di Enzo Bianco (pdmenoelle) e Lucio Malan (pdl) prevede che insieme ai simboli delle forze politiche siano depositate le copie degli statuti. Il m5s ha un 'non statuto' composto da sette articoli, ma forse per i partiti non sarà sufficiente... Ci vediamo comunque in parlamento. Sarà un piacere". 

 

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Il Senato italiano durante un dibatto
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
La Camera del Senato
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