BASKET LEGA A – SACRIPANTI e MICHELORI incensano la loro Juve

Di Domenico Pezzella | 04.12.2012 21:06 CET
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«Nella nostra vittoria di Pesaro siamo stati aiutati dal pubblico di casa che dal momento in cui abbiamo messo la testa avanti nel match ha iniziato a fischiare i propri giocatori e quindi questo ci ha fatto andare via lisci fino alla fine,. Contro Cantù, invece, abbiamo avuto non un uomo ma due in mezzo al campo che ci hanno aiutati a vincere questa partita e rappresentati dal pubblico del Palamaggiò. Quando ci sono queste partite cosi sentite, quando c'è quel calore e quell'incitamento dagli spalti, poi in campo quando sei affaticato non pensi più a niente, ma solo a portare a casa il risultato e gioire alla fine con tutto il palazzo». Non è stata certo la prima dichiarazione, dal momento che come è solito fare il timoniere canturino, la prima è dedicata all'analisi tecnica della sfida o della vittoria o sconfitta di serata. Ma di sicuro la più significativa per un rapporto, per un feeling ritrovato quasi magicamente tra squadra e Palamaggiò che ha fatto tornare la memoria indietro nel tempo.

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L'ANILISI TECNICA - «E' innegabile che siamo migliorati. Siamo cresciuti prima di tutto dal punto di vista della difesa dove siamo più concreti, più pronti ad aiutarci e leggere delle situazioni che in precedenza ci penalizzavano. Questo è il nostro punto di forza attuale, anche se in attacco stiamo facendo bene. Riusciamo quasi sempre ad andare dove vogliamo all'interno dei nostri giochi e questo nostro essere ordinati, credo che sia stato importantissimo per il successo contro Cantù. Non a caso mi sono molto arrabbiato quando sono arrivati un paio di tiri frettolosi dalla transizione, visto che potevano aprire il loro contropiede ed essere per noi deleteri, considerando che nel nostro ordine generale abbiamo contenuto questo aspetto di Cantù. Con Pesaro abbiamo conquistati due punti importanti, con Cantù abbiamo fatto un vero colpo con punti pesanti. Siamo al 50% dopo 10 giornate e la storia dice che in generale con il 50% si lotta tra il settimo ed il nono posto e cioè Final Eight o playoff e di questa cosa ne siamo felicissimi».

LA GRINTA DEL GLADIATORE - «Mi piace lottare anche senza la necessità di mettere punti a referto - ha commentato Andrea Michelori - se lavori bene in difesa e la squadra gioca meglio abbiamo ottenuto un risultato importante. Senza contare, poi, che in questa stagione sto sperimentando anche il nuovo ruolo di giocare da ala forte oltre ai classici minuti al centro dell'area colorata al posto di Akindele. Una scelta più difensiva che altro. Al fianco di Akindele posso concentrarmi principalmente sulla difesa e dare quel qualcosa in più nella nostra metà campo. Parte tutto dalla difesa. E' un concetto dal quale non possiamo prescindere in nessun modo, ed è anche un concetto dal quale non potrà prescindere chiunque arriverà ad allungare le nostre rotazioni. Bisogna capire che a Caserta si difende, punto».

 

 

Caserta
( Foto : IbTimes / )
Una fase di gioco dell'ultima sfida casalinga dei bianconeri
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