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Di Alessandro Proietti | 05.12.2012 10:57 CET

La Bce e la recessione, la ripresa e l'eventuale rischio default dell'Italia. John Greenwood, capoeconomista di Invesco, analizza tutti gli aspetti di questo 2013 economico ormai alle porte.

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La situazione italiana - "La liquidità italiana è in aumento, ma non abbastanza" afferma Greenwood.

"Inoltre le banche sono avverse al rischio tendono a riempire i portafogli di Btp e ad utilizzare i prestiti ottenuti per pagare i debiti più che finanziare gli investimenti privati".

Non un buon quadro quindi, ma è lo stesso Greenwood a dire che bisogna fare un doveroso distinguo tra la situazione greca (o spagnola) e quella italiana: "Esiste un certo grado di rischio perché l'Italia ha davanti a se almeno sei/sette anni prima di poter vedere gli effetti delle misure necessarie a sostenere la crescita, qualora le dovesse implementare. Ma l'Italia non è a rischio default. Crisi come quella greca, o austerity come quella spagnola, non sono nel futuro dell'Italia".

Eurozona in recessione - Secondo Greenwood l'Eurozona è ancora lungi dall'essere sulla strada della ripresa.

"Unione europea e Gran Bretagna sono focalizzate sull'austerity e in generale il problema è che la Banca centrale europea, a differenza della Fed, non ha immesso sufficiente liquidità nel sistema economico. L'LTRO a tre anni ha avuto effetti poco rilevanti e la liquidità eventualmente immessa con l'OMT verrebbe comunque sterilizzata. Non c'è quindi iniezione netta di liquidità nel sistema e senza questa non c'è crescita".

La differenza nei modi di agire tra Bce e Fed non è, di certo, una novità. Greenwood si schiera dunque con l'interventismo massiccio della Fed sottolineando che la moderazione della Bce "E' un errore".

"La Fed si ispira alla filosofia di Walter Bagehot, scondo cui in tempo di crisi il compito di una banca centrale è finanziare l'economia per fala uscire rapidamente dalla crisi. La Bce non segue questa filosofia. La recessione nell'Eurozona, in questo modo, potrebbe durare anche per sei o sette anni (...) ci vorrebbe [in aggiunta] una performance molto migliore dei mercati azionari, il che non è il caso [europeo]".

Tempi di attesa lunghi, quindi, prima di intravedere una ripresa sia italiana che europea. La sensazione è che la chiave di lettura di John Greenwood sia un " po' " troppo a favore della Fed e, gioco forza, a discapito della Bce. Di certo alcuni aspetti affrontati sono senza margine di errore nell'interpretazione: le grandi immissioni di liquidità hanno, al momento, avuto pochi sbocchi nel finanziamento finale dei privati. I soli piani di austerity non bastano e la crescita, in tal modo, viene rimandata di anno in anno.

Eurozona - recessione
(Foto: Reuters/Dado Ruvic / )
Repertorio - The logo of the European Union and the word recession are displayed on the screen an iPad and a LCD monitor in Zenica.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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