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Di Arianna Adamo | 05.12.2012 12:24 CET

Le elezioni si avvicinano e Pierluigi Bersani continua a lanciare grida di rinnovamento. Il meccanismo "di partecipazione" di cui si parla per la scelta dei candidati potrebbe essere una soluzione, ma di fatto ci troveremo davanti a uno scenario dove “i vecchi” del partito si sfideranno sul territorio con le nuove leve. Sfide che potrebbero concludersi anche in modo inaspettato.

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Bersani, in questi giorni, ha ripetuto che serve un "presidio di esperienze" ma che la richiesta di deroga è un'iniziativa "personale": insomma, chi vuole può farsi avanti. I parlamentari sono in agitazione e tutti danno per scontata la presenza di Matteo Renzi. Qual è la linea guida che dovrà seguire il leader del Pd?

"Il compito principale di Bersani è quello di chiarire che il suo governo seguirà il cammino tracciato da Monti” è l'invito formulato in un editoriale del Financial Times, “Il che significa mantenere la stessa linea in materia di finanze pubbliche, non fare marcia indietro sulle pensioni e sulle riforme del lavoro e tagliare la spesa pubblica cosi' da finanziare le riduzioni fiscali per imprese e lavoratori. Bersani deve scalare una montagna per riuscire a dimostrare che è possibile dare all'Italia una guida di sinistra. La coalizione scombinata che ha sostenuto Prodi fra il 2006 e il 2008 ha ottenuto pochi risultati ed è rapidamente crollata. In un momento di crisi l'Italia non si può permettere una simile instabilità. Bersani deve costruire una coalizione abbastanza unita da durare per un intero mandato".

Il panorama italiano descritto dal FT evidenzia le inquietudini riguardo al futuro della nostra politica: gli investitori continuano a chiedersi se Mario Monti riuscirà a servire per un secondo mandato come presidente del Consiglio. Ma il risultato delle primarie, scrive il quotidiano economico, "ha dato una buona spinta a Bersani per diventare primo ministro". L'invito del FT è quello di seguire Monti e la sua agenda politica. “Dovrebbe farlo presto, perché” conclude l'editoriale, “alla fine è questo che determinerà la credibilità di qualsiasi futuro governo Italiano agli occhi degli investitori e dei partner europei".

È Mario Monti a sostenere questa credibilità. E l'Europa è certa che Bersani e il suo Pd, costruendo una coalizione forte e sotto le linee guida del premier, potranno far risalire in vetta l'Italia. Bersani, intanto, sogna il duello con Silvio Berlusconi. Ieri, durante il suo viaggio a Tripoli, ha confessato: “Berlusconi candidato? Auguri...se sarà sfida la faremo. Non vedo l'ora”. In un certo senso l'uno non può fare a meno dell'altro. Berlusconi ha però ribadito che la condizione per una nuova discesa in campo è la sopravvivenza del Porcellum. Parere assolutamente contrario a quello del leader del Pd. Il duello ci sarà davvero?

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Bersani, leader del Pd
(Foto: reuters / )
Bersani, Pd
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