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Di Arianna Adamo | 05.12.2012 13:48 CET

 

Sono oltre 260 mila i precari nella pubblica amministrazione. E i tagli sono in arrivo. Per il ministro Filippo Patroni Griffi “non è ipotizzabile una stabilizzazione di massa perchè la stabilizzazione annullerebbe la possibilità di entrata nelle amministrazioni pubbliche dei giovani”.

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Saranno 3.300 gli impiegati coinvolti nei tagli. “Si verifica una situazione di eccedenza generale pari a 4.028 del personale non dirigenziale. Le proiezioni che noi abbiamo dovrebbero riguardare un ulteriore eccedenza di personale di qualifiche funzionali di circa 3.000 unità per un totale di 7.300 eccedenze” spiega Griffi che ha comunicato che a giorni saranno completati altri due decreti del presidente del Consiglio: uno riguarderà l’Inps, l’altro decreto riguarderà, invece, 24 enti parco nazionali.

Tra gli statali precari 130.000 sono nella scuola,115.000 nella sanità e enti locali e 15.000 nelle amministrazioni centrali. Patroni Griffi ha poi aggiunto: “Ogni soluzione deve essere graduale, non si può pensare che sia un problema risolvibile in pochi mesi”. Il personale che risulterà in eccedenza nella pubblica amministrazione, in possesso, entro il 2014, dei requisiti per il pensionamento precedenti la riforma Fornero, potrà andare in pensione con le vecchie regole. Il ministro Griffi , ha precisato che questa possibilità non vale per tutti ma solo per coloro che dovessero trovarsi in esubero. "E' uno strumento” ha puntualizzato “di gestione delle eccedenze".

Il governo ha, comunque, delle soluzioni immediate. In primis, "mandare a regime una norma già varata dal precedente governo, con una riserva di posti costante nei concorsi ad esame per il personale, con contratti a termine, che abbia maturato esperienza triennale nella P.A." ha spiegato Griffi che ha poi aggiunto: “ Inoltre c'è la possibilità per le P.A. di rinnovare i contratti di lavoro a termine oltre il termine dei 36 mesi previsto, sulla base di criteri definiti in sede di accordo collettivo".

Dalla Cgil è arrivata una prima risposta a Patroni Griffi. "Serve un intervento urgente che dia prospettive di lavoro immediate ai precari della PA in scadenza e, parallelamente, l'adozione di scelte politiche di segno drasticamente contrario a quelle che hanno creato questa mole enorme di precariato per garantire lavoro stabile", afferma il responsabile dei settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile. Secondo il dirigente sindacale siamo stati investiti da una politica “sbagliata” che ha trovato da una parte sbocchi di lavoro per alcuni ma dall'altro ha prodotto un precariato senza diritti. “Per quale motivo si è formato tutto questo precariato?" ha detto Gentile, “Come si garantiscono i servizi pubblici con i 260 mila precari censiti, senza che ci siano prospettive di lavoro immediate e, in prospettiva, di lavoro stabile?". Sono queste le domande alle quali il ministro Griffi dovrà rispondere.

 

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