Secondo il Financial Times, le aziende cinesi quotate sui listini azionari Usa sarebbero pronte a tornare in patria, quotandosi così nei mercati domestici. Secondo Marketwatch, la causa scatenante questa decisione risiederebbe nella multa inflitta dalla Sec (autorità vigilanza Usa, Securities Exchange Commission) alle filiali cinesi di società di consulenza come Ernst&Young, Deloitte, PriceWaterhouseCoopers (PWC) e KPMG. La causa della multa è dovuto al mancato utilizzo di revisori registrati al Public Company Accounting Oversight Board, così come stabilito dalla legge Usa.
reuters.com
la bandiera cinese
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In base a questo fatto, molte aziende cinesi quotate in listini stranieri, starebbero pensando al ritorno sui mercati domestici. A confermare questo, il professore Paul Gillis dell'Università di Pechino. Secondo alcune statistiche, la probabilità di ritorno delle aziende in Cina è pari all'80% e pensare che a giugno la probabilità era attorno il 20%. Le aziende cinesi quotate sui mercati Usa pesano per circa 1 trilione di dollari (951 miliardi di dollari per l'esattezza) e considerando che il Russel 3000 vale 16,39 trilioni di dollari, l'indice perderebbe circa il 6% del proprio valore in caso di uscita delle società orientali dal listino.








