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Di Candido Romano | 06.12.2012 12:15 CET

Si fa un gran parlare di democrazia diretta: se Facebook fosse uno Stato in termini di numeri potrebbe essere paragonato alla Cina. Più di un miliardo di utenti sono chiamati a votare i cambiamenti avanzati da Facebook su due temi fondamentali che caratterizzano il social network, strettamente connessi ai diritti delle persone: da una parte la privacy e il trattamento dei dati personali, dall'altra le responsabilità e i diritti dei gestori della piattaforma verso i propri iscritti. Ma non solo: si voterà anche per non votare, o meglio, per eliminare l'attuale sistema referendario di votazione.

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Se non sarà raggiunto il quorum del 30% le modifiche saranno automaticamente approvate. Questo vuol dire che servirebbero ben 300 milioni di voti per rendere effettiva la votazione: "Come indicato in entrambe le normative, se vota più del 30% di tutti gli utenti attivi registrati, i risultati saranno vincolanti. Se la percentuale di utenti che partecipa al voto sarà inferiore al 30%, i risultati saranno a titolo orientativo ", si legge nella "Risposta ai commenti degli utenti".

Il problema è che dal 2009, anno di introduzione di questo sistema di voto diretto, questo tipo di iniziative non vengono pubblicizzate abbastanza da Facebook. In eventi simili del passato, infatti, solo lo 0,5% degli iscritti ha votato. Già montano le proteste e si parla di una votazione farsa, non tutti gli iscritti sono a conoscenza di questo referendum.

Una volta conclusa la votazione, che difficilmente raggiungerà il 30% degli iscritti, cosa accadrà? Facebook assicura che in caso di conferma delle nuove regole ci sarà "una nuova formula per facilitare le discussioni dirette con gli utenti. Integreremo i suggerimenti degli utenti nella creazione di nuovi strumenti che migliorino la comunicazione in merito alla privacy e alle normative". Insomma, non ci sarà più la votazione diretta. Chi migliorerà? L'azienda Facebook che ha bisogno di procedure più snelle per rispondere con più velocità al mercato e alla borsa o la protezione della privacy degli utenti? Scommettiamo la prima.

Ma cosa cambia realmente? Parlare di dati sensibili non è uno scherzo, sono informazioni su ognuno di noi che possono valere quattrini, tanti quattrini. In questo caso Facebook  vorrebbe cambiare il rapporto con le "affiliate", cioè tutte le società che ha acquisito ultimamente. "Potremmo condividere le informazioni che riceviamo con altre aziende che, legalmente, fanno parte dello stesso gruppo di aziende a cui appartiene Facebook, oppure che entrano a far parte di tale gruppo. Allo stesso modo, anche i nostri affiliati potrebbero condividere delle informazioni con noi".

Vuol dire che Facebook potrà condividere i dati in suo possesso (cioè i nostri, quelli degli utenti) e incrociarli con quelli di Instagram, per ottenere profili decisamente più precisi. Si parla di profili di consumo, ovviamente, da "vendere" agli inserzionisti. Le proteste verso questi cambiamenti hanno un volto concreto, come il sito Europe versus Facebook, creato dallo studente austriaco Max Schrems proprio riguardo i delicati temi della privacy.

L'Irlanda è un paese chiave per il social network blu, dato che Facebook proprio da quel Paese controlla le operazioni europee. Schrems e gli attivisti irlandesi hanno sfruttato le pratiche digitali del crowdfunding  per trovare il denaro utile ad avviare una causa legale contro il garante locale della privacy, l' Irish Data Protection Authority's, DPA, accusato di essesre stato poco attento ai temi della privacy riguardo la piattaforma social. Avrebbe, infatti, prima chiesto sanzioni per poi correggere il tiro. Schrems chiede a Zuckerberg una riforma concreta sulle regole della privacy e sostanzialmente di non cancellare il sistema di votazione.

Ecco come votare, come si legge direttamente su Facebook: "puoi ancora farci sapere la tua opinione sulle proposte prendendo parte al voto sulle normative del sito. Per leggere gli aggiornamenti proposti (che includono chiarimenti aggiuntivi in base ai commenti ricevuti dagli utenti) e scoprire come fare per votare, visita la nostra Pagina delle normative del sito. Il voto si concluderà il 10 dicembre 2012 alle 22 ore italiane. Per votare bisogna andare a questo indirizzo".

In Italia ci sono 23 milioni di profili Facebook. Si spera, anche se è poco realistico, che la maggior parte esprima un voto per questioni davvero vitali riguardo le regole del popolare social network.

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il social network Facebook
(Foto: Reuters / )
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