"Finalmente si calma lo spread e la crisi sembra un po' più lontana", nulla di più vero, nei mercati non funziona così perchè all'interno dei mercati finanziari i prezzi si muovono alla ricerca di compratori e venditori. Molto probabilmente, questa visione distorta del mercato obbligazionario europeo con un flight to quality all'interno dello stesso comparto (fixed income) sta distorcendo la visione stessa degli operatori, tant'è che viene vista come buona occasione un titolo di stato che quota relativamente alto con uno spread ai minimi.
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Sembrerà strano ma un Btp a 10 anni che rende il 4,5% non è una buona occasione se quello stesso titolo ha toccato il 7,16% poco meno di un anno fa. Eppure, istintivamente, la voglia di comprare un titolo del genere è molto alta perchè la cattiva interpretazione dello spread come indicatore di rischio ha completamente stravolto la visione oggettiva dei fatti (interpretazione comune: spread basso = rischio basso).
I mercati, è vero, sembra si stiano riprendendo e i minimi toccati questa estate sono relativamente lontani, indice di una certa volontà di tenere le quotazioni sopra quei livelli con conseguenti ripercussioni negative proprio per il mercato obbligazionario che diverrebbe poco appetibile agli occhi degli investitori.
Il problema è però il seguente: Lo spread è calato, i prezzi dei Btp sono aumentati eppure la situazione macroeconomica è complessivamente peggiorata da un anno a questa parte. Questi peggioramenti continueranno (secondo le stime) anche nel corso del 2013 non confermando l'andamento positivo del prezzo dei Btp e la conseguente diminuzione dello spread. Che questa discesa dello spread sia speculazione?
"Molte volte nei mercati, ciò che sembra non è". Chi ha comprato i Btp al 7% può sicuramente confermarvi questo detto.








