Quello che ci appresteremo a festeggiare sarà un Natale dimesso complice la maggiore pressione fiscale che prosciugherà i consumi; a rivelarlo è una ricerca condotta dall'Ufficio studi di Confcommercio.
Reuters
Shoppers stroll down Rue Montorgueil in central Paris passing under Christmas lighting featuring the Euro logo, December 24, 2001.
Da non perdere
Seguici su Facebook
Più notizie
Crisi Italia: dal 2008 persi 287 miliardi di PIL potenziale
Conti pubblici, Moody's: "L'Italia è più sana della Spagna"
Imbonitori all'opera: la manovra IMU costa 7 miliardi, ma il Governo a stento è riuscito a trovarne uno per la CIG
Secondo Confcommercio, infatti, negli ultimi mesi si è assistito ad forte deterioramento della fiducia delle famiglie con l'inevitabile calo dei consumi: si stima che, a dicembre, le famiglie italiane spenderanno il 13,2% in meno delle tredicesime rispetto al 2011.
A preoccupare di più gli italiani vi è soprattutto la pressione fiscale che nel 2013 raggiungerà il nuovo record negativo del 45,8%.
A fronte di un incremento complessivo della tredicesima netta, considerando lavoratori dipendenti e pensionati, dell'1,5%, il peso dell'IMU, del canone Rai e delle tasse sull'auto raggiungerà, a dicembre, i 9,9 miliari di euro, il 94,5% in più rispetto al 2011 (nel dicembre del 2011 si era invece registrato un calo dell'1,6%).
Le aspettative per il 2013 non sono incoraggianti: il reddito disponibile pro capite sarà di 16.592 euro, ovvero, si tornerà indietro di 28 anni; i consumi reali pro capite (15.494 euro) torneranno ai livelli del 1997.
Il sondaggio condotto da Confcommercio sulla spesa di Natale mostra che per il 95,4% degli italiani sarà un Natale dimesso, l'86,3% farà regali (percentuale inferiore rispetto all'88,2% del 2011) con una spesa media pro-capite di 164 euro (dai 181 euro del 2011).








