Si vota (a marzo) con il Porcellum. Salta la conversione in legge di numerosi decreti

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Di Claudio Forleo | 07.12.2012 09:54 CET

Silvio Berlusconi alla fine ha deciso: si candida per la sesta volta a Palazzo Chigi. E' riuscito a cambiare idea almeno quattro volte, dichiarando tutto e il suo contrario, ma alla fine ha sciolto le riserve: niente primarie, è lui l'unico padrone del Pdl. E questo lo avevamo sempre saputo.

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Ma l'ultma svolta del Cavaliere comporta un rimescolamento delle carte generale. L'attuale legislatura ha le ore contate. Il governo Monti è ormai zoppo, dato che il principale partito di maggioranza si è sfilato. Cosa succederà adesso? I tecnici rimarranno in sella almeno fino alla vigilia di Natale. Ci sono da approvare la legge di Stabilità e quella di Bilancio, impensabile salutare il nuovo anno senza e a Camere sciolte.

Per il resto salta tutto, o quasi. Niente legge elettorale, alle Politiche 2013 si voterà con l'immarcescibile Porcellum (liste bloccate, niente preferenze e premio di maggioranza di 340 seggi alla Camera per la coalizione vincente). La data del voto dipende dallo scioglimento delle Camere. Da quel momento bisognerà aspettare almeno 45 giorni (il tempo minimo stabilito per legge dall'indizione dei comizi elettorali al voto). Ma fra una procedura e l'altra tra lo scioglimento uffciale e il voto passano in genere 60 giorni.

Improbabile dunque l'Election Day. Il Tar ha imposto al Lazio le date del 3-4 febbraio per le Regionali. Probabile che il governo decida di accorpare in quella data anche il voto in Lombardia e Molise. Se così fosse l'Election Day auspicato anche dal Quirinale (10 marzo) sarebbe improponibile. Oppure il governo dovrebbe rendersi protagonista di un colpo di mano: rinviare ancora il voto nelle Regioni e accorpare tutto a marzo.

Salta l'accorpamento delle Province che avrebbe visto la scomparsa di 35 Enti nelle Regioni a Statuto ordinario, salta la legge fiscale che avrebbe modificato le regole del catasto e reso l'Imu una tassa più equa, salta la legge che avrebbe dovuto garantire l'applicazione dell'art.49 della Costituzione (procedure democratiche nei partiti).

 

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano
(Foto: Reuters / )
Al via le Primarie delle idee
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