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Di Massimiliano Di Marco | 07.12.2012 14:25 CET

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Con la dipartita di Steve Jobs, il 5 ottobre 2011, Tim Cook ha assunto il ruolo di CEO di una delle maggiori aziende tecnologiche degli ultimi anni, se non la più importante: Apple. Che lo si voglia accettare o meno, l'azienda ha cambiato il modo di vedere la tecnologia, ne ha accelerato lo sviluppo, la crescita e la diffusione in quel pubblico che precedentemente non ne era minimamente attirato e ora, invece, non può fare a meno del proprio smartphone o del tablet.

Cook si è presentato per la prima volta in un'intervista televisiva, concessa al programma Rock Center della NBC, dove ha parlato di diversi argomenti: Apple Maps, tanto criticate, l'eventualità della discesa dell'azienda nel campo televisivo, della realizzazione dei propri prodotti sul suolo statunitense e molto altro.

A ciascuna domanda comunque, il CEO di Apple ha dato risposte abbastanza generiche e un po' elusive, specialmente quando si è trattato di parlare del futuro programma dell'azienda. Quando l'intervistatore, Brian Williams, ha chiesto spiegazioni riguardo Apple Maps, Cook ha risposta che "è stato fatto un casino" ma che la compagnia "sta mettendo tutta se stessa per correggerla". Nemmeno il delicato argomento della disputa legale con Samsung è bastato per spingere il dirigente a esporsi: "Noi amiamo i nostri utenti e combatteremo contro chiunque per difenderli. È una guerra termonucleare? La realtà è che noi amiamo la competizione perché pensiamo ci spinga a migliorare. Ma vogliamo che le persone inventino i propri prodotti."

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Un punto molto importante dell'intervista è stato il momento in cui Williams ha sollevato un dubbio: e se Apple finisse come altre compagnie, tanto popolari e diffuse negli anni '80 e '90 e ora secondarie sulla scena (l'intervistatore ha esplicitamente fatto riferimento a Sony)? Come si sta comportando la società californiana affinché ciò non accada? "Siamo persone molto semplici ad Apple. Siamo concentrati sul creare i migliori prodotti al mondo e arricchire la vita delle persone. Penso che alcune compagnie - magari anche quella che hai citato, magari hanno deciso di poter fare tutto. Noi dobbiamo assicurarci, ad Apple, di rimanere molto concentrati, precisamente concentrati - sappiamo di poter fare grandi cose poche volte, solo su alcuni prodotti" ha dichiarato Cook, spiegando come strafare sarebbe la rovina dell'impero attualmente creato.

Per quanto concerne invece la produzione dei propri dispositivi, gran parte di cui viene assemblata all'estero (Foxconn, cinese, è quella maggiormente utilizzata), Cook ha sottolineato come le intenzioni dell'azienda siano di spingere sempre di più la realizzazione all'interno degli Stati Uniti, un processo in verità già in atto con iPhone 5: "Questo iPhone (teneva in mano l'iPhone 5, ndr), il motore che c'è all'interno è realizzato in America. E non solo i motori vengono costruiti in America, ma vengono fatti qui e poi esportati. Il vetro su questo telefono è fatto in Kentucky. Sono anni e anni che stiamo lavorando per fare sempre di più in America. Il prossimo anno realizzeremo una delle nostre linee di Mac negli Stati Uniti."

E l'Apple TV? A precisa domanda Cook ha cercato di eludere la questione: "È un mercato che stiamo guardando, che crediamo sia stato lasciato un po' indietro. Ero abituato a guardare "I Jetson" quando ero piccolo. Amo "I Jetson" e ora li stiamo vivendo. È un'area di intenso interesse. Non posso dire di più."

Tim Cook
(Foto: Reuters / )
Il CEO di Apple Tim Cook spiega le novità del nuovo iPad nel corso dell'evento di San Francisco
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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