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Di Floriana Manciagli | 09.12.2012 12:19 CET

Dopo le dimissioni, Renata Polverini lancia delle ipotesi su una sua probabile ricandidatura alla presidenza della Regione. 'In questi giorni c’è un dibattito in corso. Vedremo', ha commentato ieri, dopo aver dichiarato di essere pronta a seguire Silvio Berlusconi.

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"Con le mie dimissioni ho pagato un prezzo altissimo e lo sto pagando ancora, ma sono orgogliosa di ciò che ho fatto, anche delle scelte impopolari. Vedo che i tecnici stanno trascinando la Sanità in uno stato di assoluta confusione. I tecnici stanno rompendo un sistema che faticosamente avevamo tenuto insieme. In soli tre anni abbiamo dimezzato il disavanzo senza creare rotture", ha aggiunto poi, sparando a zero sul montismo e sui tecnici. In realtà, già si parla di lei come guida di una lista di appoggio a Berlusconi,  una sorta di "partito dei governatori".

Uno dei nomi più certi alla corsa per la Regione Lazio è, intanto, quello di Francesco Storace, che ha espresso, nell’editoriale per il suo Giornale d’Italia, le ragioni che lo spingerebbero a candidarsi alla Presidenza. Tutti vedono in lui una certezza e aspettano che oggi dia ufficialmente la disponibilità a correre per la Pisana.

Berlusconi, dal canto suo, si è intromesso in questa corsa, commissionando alcuni sondaggi per capire chi potrebbe essere il candidato che potrebbe riportare la vittoria e quindi un pò di ossigeno in casa Pdl. Quattro i nomi testati: il giornalista Mario Sechi, il magistrato Simonetta Matone, Francesco Storace e Giorgia Meloni. La decisione sarà presa tra qualche giorno, anche se i risultati non sembrano scoraggiare Storace. 'Non temo i sondaggi', ripete come un mantra.

Le elezioni regionali avverranno il 3 e il 4 febbraio, come deciso dal prefetto Giuseppe Pecoraro, in ottemperanza di una sentenza del Tar e su delega del Viminale. Questo ha suscitato altre polemiche, soprattutto da parte della Polverini. 'La data del voto l'ha decisa il Tar. A un certo punto il Consiglio di Stato ci ha dato torto e il sistema è impazzito. Ieri il prefetto ha firmato il decreto. Non sono stata commissariata io, ma il ministro Cancellieri, a cui il Tar ha dato tre giorni. Una volta, in modo sgarbato, si diceva che otto giorni si davano alla donna di servizio. Quindi andiamo al voto quando decide il Tar, e anche questa mi sembra un’anomalia. Ora abbiamo l'obbligo di garantire l’organizzazione. Votando il 3 febbraio le liste andranno portate il 2 gennaio. Questo vuole dire che durante le vacanze di Natale invece di farci gli auguri staremo ai banchetti a raccogliere le firme. Non è una settimana in più o in meno che cambia', ha detto l'ex presidente di Regione. A queste dichiarazioni, Donato Robilotta, già assessore regionale del centrodestra, ribatte: 'il decreto legge sui costi della politica approvato definitivamente dalla Parlamento chiarisce che nel Lazio si deve andare a votare a 70 consiglieri. Per questo mi auguro che il decreto della presidente della Regione che prevede le elezioni per 50 consiglieri venga rapidamente corretto prima del deposito dei ricorsi già preannunciati'.

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(Foto: wikimedia commons / Pino alpin / )
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