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Di Arianna Adamo | 10.12.2012 12:27 CET

Dopo l'annuncio di dimissioni di Monti, il governo lancia l'allarme: se salta il decreto sul riordino delle Province sarà il caos istituzionale. Saranno a rischio la manutenzione di scuole e strade, la gestione dei rifiuti, la tutela idrogeologica e ambientale. Lo ha annunciato uno studio del Dipartimento delle Riforme del Ministero della Funzione Pubblica, secondo il quale, oltre ai mancati risparmi, si verificherebbe una lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni.

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”I perimetri e le dimensioni delle province” sottolinea il documento “resterebbero quelli attuali e verrebbe meno l’individuazione delle funzioni ‘di area vasta’ come funzioni fondamentali delle province, sicché le province restano titolari di sole funzioni di indirizzo e coordinamento”.

 “Le Regioni dovranno emanare entro la fine di quest’anno leggi per riallocare le funzioni tra Comuni e Regioni medesime” continua lo studio, “non potendo allocare le attuali funzioni provinciali a livello comunale, trattandosi per l’appunto di funzioni di area vasta e quindi di livello sovracomunale, ciò comporterà, tendenzialmente, la devoluzione delle funzioni alle Regioni con conseguente lievitazione dei costi per il personale”.

Qualora ”le Regioni non provvedessero lo Stato dovrà intervenire in via sostitutiva, quindi bisognerà valutare, Regione per Regione, come riallocare le funzioni ora esercitate dalle province”. Inoltre, ”le Regioni hanno delegato alle province numerose funzioni proprie: a questo punto le deleghe dovrebbero essere ritirate”.

Molte delle riforme ipotizzate dal governo, sono a rischio. In assenza dell'approvazione del dl si tornerebbe al decreto Salva Italia con il rischio di una palese incostituzionalità: "La Costituzione infatti prevede che lo Stato assegni alle province funzioni fondamentali. Dunque se la Corte dovesse accogliere i ricorsi, le Province avrebbero tutte le funzioni attuali e non sarebbero nemmeno ridotte di numero".

Il Pdl ha chiesto al Governo di dimostrare “con i dati” quali risparmi porterebbe la riforma e ha insistito sulle criticità del dl: dall’”impatto sulla funzionalità di prefetture e questure ai problemi derivanti dall’accorpamento tra province con politiche diverse ad esempio in materia di rifiuti. Legautonomie difende il dl definendolo “l’unica riforma istituzionale della legislatura fortemente voluta dai cittadini“, mentre l’Upi ha dichiarato: “Finalmente è chiaro che le Province hanno un ruolo indispensabile nel sistema istituzionale del Paese per i servizi essenziali che svolgono ai cittadini. Come é chiaro che queste funzioni non possono essere svolte né dalle Regioni né dai Comuni”.

Lo studio del Dipartimento Riforme del governo è stato inviato ai senatori in vista della discussione in aula del decreto fissata per domani.

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Il Senato della Repubblica
(Foto: reuters / )
Domani discuterà lo studio del Dipartimento Riforme che ha annunciato il caos istituzionale in caso di mancata approvazione del Dl Province.
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