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Di Claudio Forleo | 10.12.2012 13:46 CET

Non si può ancora dare una cifra alla sua lista, ma i vari sondaggi la vedono 'rimbalzare' tra un minimo del 10 e un massimo del 15% delle preferenze. Allora va letta anche in questo senso l'improvvisa voglia del centrosinistra di tornare a strizzare l'occhio a Casini, come hanno dimostrato le parole pronunciate ieri da Rosy Bindi (presidente Pd): "Cercheremo un accordo con i moderati: e io penso si debba lavorare da subito perché ci sia prima del voto".

Reuters
Il Presidente del Consiglio Mario Monti

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Un 'terzo polo' centrista, formato da Monti assieme a Casini, Fini e Montezemolo, con Monti a fare da 'garante' alla lista che porta il suo nome, potrebbe alla fine vedere la luce. La Camera avrà sicuramente una maggioranza targata Pd-Sel. Ma come Berlusconi anche Monti spera in un pareggio al Senato, con annessa ingovernabilità. Uno scenario perfetto per i desiderata dell'ex presidente della Bocconi (e di Casini).

Il 'centro' si rivelerebbe fondamentale per costruire una solida maggioranza con Pd e Sel anche in Senato, escludendo Berlusconi e il Pdl dai giochi. Ma a quel punto Bersani sarebbe disposto a farsi da parte e lasciare Palazzo Chigi a Monti? Comunque vada, anche in caso di delusione alle urne per la "lista Monti" e vittoria totale delle 'sinistre', l'atterraggio del Professore sarà morbido: ministro dell'Economia di un governo Bersani oppure sul Colle più alto, a vigilare che la sua agenda venga rispettata.

Monti ha in tasca un futuro da protagonista nella prossima legislatura, ma lo  sconfitto degli ultimi giorni si chiama Giorgio Napolitano, suo grande sponsor. Berlusconi ha rovesciato il tavolo e questo è andato a finire sopra la "road map" del Presidente della Repubblica. Nulla o quasi seguirà il percorso che aveva tracciato il Capo dello Stato negli ultimi mesi. Si spiega anche così l'improvvisa perdita di loquacità del Presidente: "Parlerò fra otto giorrni" ha detto ieri.

Napolitano tambureggiava alla media di un monito al giorno per chiedere la riforma della legge elettorale, ma si andrà a votare con il Porcellum. Il Presidente lo aveva scritto anche sui muri: "Monti è incandidabile. Coinvolgetelo dopo il voto", ma il bocconiano sembra deciso a spendersi in questa campagna elettorale, senza aspettare dietro le quinte. L'asse con il Professore, spinto da un'ambizione che si è fatta via via più evidente, è stato incrinato proprio dal senatore a vita. Gli auspici di Napolitano alla fine potrebbero realizzarsi, ma Monti ha scelto un'altra strada per ottenere quello che entrambi vogliono.

Alfano, con Monti fino al 2013
(Foto: Reuters / )
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