L'Europa ha fatto progressi "tangibili" nel processo di riforme e ciò ha influito positivamente nel ribilanciamento dell'economia dell'Eurozona.
Reuters/Francois Lenoir
Repertorio - European Economic and Monetary Affairs Commissioner Olli Rehn presents the EU Commission's interim economic forecast during a news conference at the EU Commission headquarters in Brussels May 11, 2012.
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Le Ferrovie sulla strada del risanamento, ma NTV accusa: «Concorrenza sleale»
Caso Apple, l'azienda risponde: «Abbiamo pagato ogni singolo dollaro di tasse»
Abi, boom di sofferenze bancarie: addio a 26 miliardi di crediti
Ad affermarlo è lo stesso Olli Rehn, Commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Nelle parole del Commissario c'è tutto l'auspicio che si continui sulla strada intrapresa con il fine ultimo prefissato di restaurare l'iniziale fiducia nell'Eurozona.
Tutte le decisioni prese sia a livello nazionale che europeo sono confluite nel principale intento di ristabilire un clima di fiducia, di calmare i mercati e di lottare contro l'evoluzione della sfiducia circa un probabile collasso del sistema "euro".
Non è tutto risolto, ovviamente. Secondo Rehn c'è estrema necessità di proseguire sul sentiero intrapreso con ulteriori riforme ed una più profonda integrazione tra gli Stati europei.
"Per superare la Crisi e ripristinare la fiducia, dobbiamo continuare a rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita sostenibile e all'impiego; dobbiamo proseguire sul prudente consolidamento fiscale; e trasformare i pensieri audaci in convincenti azioni quando si parla di ridisegnare e ricostruire la nostra unione economica e monetaria" ha scritto Rehn sulle pagine del FT.
Un accenno anche sul caso italiano e sulla decisione di Monti: "Gli interessi sui bond italiani nuovamente in aumento dopo la decisione di Monti sono un promemoria: bisogna mantenere la determinazione anche in futuro".
"Se la crescita si deteriora, uno Stato potrebbe ricevere del tempo aggiuntivo per correggere il suo deficit eccessivo a condizione che lo sforzo circa l'accordo sul consolidamento sia ancora posto in essere. Decisioni come queste sono state prese questo anno per Spagna, Portogallo e Grecia".








