• Share
  • OkNotizie
  • +5
  • 0

Di Giovanni Belelli | 11.12.2012 11:36 CET

Il 18 dicembre ripartirà la campagna Pendolaria di Legambiente a favore della “libertà di muoversi in treno” e contro “i soliti vecchi treni”: più treni, nuove carrozze e nel complesso un servizio migliore verso chi ogni giorno si muove su rotaia, soprattutto lavoratori e studenti. Con questa campagna Legambiente vuole sensibilizzare l'opinione pubblica e chi di dovere perchè questo problema venga affrontato.

Seguici su Facebook

Secondo il vice presidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, “Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza nazionale di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi” Prosegue ancora dicendo “Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando per la riduzione e l’incertezza delle risorse, che ha portato ad avere treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con autentici drammi giornalieri che si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto. E’ vergognoso che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano stati talmente risibili da risultare in molti casi inferiori alle spese per i gruppi consiliari. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro”.

Dure parole, che evidenziano però un problema che coinvolge moltissime persone e quindi non può essere ulteriormente trascurato. Alcune anticipazioni sul rapporto del 18 dicembre vengono fornite dal sito di Legambiente, che elenca alcuni interessanti dati, oltre alle 10 peggiori linee ferroviarie d’Italia.

I dati interessanti riguardano i tagli. Nel periodo 2010-2012 i fondi stanziati sono diminuiti del 22% rispetto al biennio precedente. Neanche Monti ha saputo risollevare la sorte dei pendolari e nell’anno a venire ci saranno ulteriori costi. Non essendoci sufficienti risorse il costo è finito tutto nelle tasche dei viaggiatori, che si sono visti aumentare sempre di più il prezzo del biglietto. Ma vediamo quali sono le peggiori linee ferroviarie evidenziate da Legambiente.

Circumvesuviana. Nonostante sia frequentata da circa 105.000 pendolari al giorno, la storica rete ferroviaria campana ha visto una riduzione del 40% delle corse nella scorsa primavera, con conseguente crescita dei disagi e del sovraffollamento.

Roma-Viterbo. Fare il pendolare in questa tratta è una bella avventura. Nonostante siano presenti sia la linea ATAC Roma Nord, sia la ferrovia regionale FR3, i disagi per i pendolari sono davvero molti. I viaggiatori della ATAC devono sopportare treni vecchi, affollati e lenti, che viaggiano ad una media di 39 Km/h. Per la ferrovia FR3 la situazione non è migliore e si lamentano disservizi e sovraffollamento costante.

Pinerolo-Torre Pellice. Con la soppressione di ben 12 tratte nel 2012, la regione Piemonte è stata tartassata dai tagli. A farne le spese più grandi sono stati i pendolari della Pinerolo-Torre Pellice (tratta che permette il collegamento con Torino), che si sono visti sostituire il treno da degli autobus.

Padova-Venezia Mestre. Il problema di questa linea veneta è sicuramente l’enorme affollamento delle carrozze, che rende davvero impraticabile questa tratto nelle ore di punta. Da questo deriva un costante ritardo e mala sicurezza e degrado nelle stazioni.

Genova Voltri-Genova Nervi. I 25.000 viaggiatori che percorrono questa linea sono costretti a viaggiare su treni sovraffollati e lenti, che percorrono in media 25 Km/h.

Palermo-Messina. Questa linea è sicuramente una delle più lente d’Italia: 4 ore per percorrere 225 Km. Il binario unico per il 55% del tragitto incrementa anche il numero dei ritardi e delle soppressioni, ormai costanti. Carrozze sporche e stazioni spesso fuori uso.

Viareggio-Firenze. Su questa linea verranno chiuse ben 7 stazioni e verrà diminuita la frequenza dei treni, anche in stazioni importanti. Una situazione di disagio che coinvolgerà un’area di 100 Km in cui vive il 40% della popolazione regionale.

Stradella-Milano. I pendolari di questa tratta (circa 5.000 al giorno) lamentano l’inefficienza della linea, dovuta soprattutto al degrado delle carrozze: riscaldamento ed illuminazione non funzionanti, porte difettose e disagi di vario genere.

Bologna-Ravenna. Disservizi frequenti e sovraffollamento rendono questa tratta impraticabile. La scarsità dei treni e delle coincidenze in alcuni orari rende Ravenna isolata dal resto della regione.

Potenza-Salerno. Questa tratta è utilizzata da migliaia di lavoratori e studenti. Soppressioni e ritardi rendono questo tragitto davvero difficoltoso, soprattutto per via di treni che a mala pena raggiungono i 50 Km/h, impiegando 2 ore e mezza per arrivare a destinazione.

Una situazione tutt’altro che rosea e, sebbene si parli tanto di alta velocità per le vicende note a tutti, bisognerebbe cercare anche di migliorare le strutture esistenti, evitando disagi a chi sul treno passa gran parte della sua vita.

[Fonte: Pendolaria 2012 - Legambiente]

[Fonte: Legambiente.it]

Pendolari in Italia
(Foto: http://www.flickr.com/photos/l / )
Vita sempre più dura per i pendolari italiani.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +5
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci