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12.12.2012 10:34 CET

Il governo sta pensando a un emendamento "interpretativo" al decreto Ilva che consenta il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati dello stabilimento siderurgico di Taranto, dopo che ieri l'azienda ha annunciato che 1.400 lavoratori resteranno senza lavoro.

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Il sottosegretario allo Sviluppo Vincenti: "Una delle ipotesi in campo è anche un chiarimento intepretativo" per i prodotti finiti e semilavorati di cui ieri il gip di Taranto Patrizia Todisco ha negato il dissequestro, ha detto De Vincenti.

"Pensiamo che insieme col Parlamento si possa ragionare su quale è la soluzione che possa aiutare a superare questa situazione di stallo", ha spiegato il sottosegretario, aggiungendo di ritenere che il decreto governativo possa essere convertito in legge prima delle festività di fine anno.

De Vincenti ha assicurato che il governo attiverà "se necessario" gli ammortizzatori sociali per contenere gli effetti della crisi Ilva, mentre perdura il blocco di un milione e 700.000 tonnellate di prodotti, per un valore che la stessa Ilva valuta in circa un miliardo di euro.

La giudice per le indagini preliminari Todisco, lo stesso magistrato che in questi mesi ha autorizzato i provvedimenti contro l'Ilva, ha stabilito la settimana scorsa la restituzione all'azienda degli impianti sequestrati dalla Procura a fine luglio nell'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale, applicando il cosiddetto "Decreto Ilva".

Ma la gip ha bocciato il dissequestro dei materiali dando ragione alla Procura, secondo cui il decreto - che in teoria è applicabile anche ad altri siti produttivi di interesse nazionale - non ha un effetto retroattivo sui prodotti.

A fine novembre, Ilva aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Taranto per "l'impossibilità di commercializzare i prodotti" e degli altri impianti in Italia nel giro di pochi giorni per mancanza di rifornimenti, dopo il sequestro dei prodotti, deciso dai magistrati nell'ambito di un'inchiesta parallela per corruzione (mentre l'inchiesta principale, che aveva portato a fine luglio al sequestro dell'area a caldo, era per disastro ambientale).

Il decreto del governo rende possibile al gruppo siderurgico del gruppo Riva, che da' lavoro a circa 20.000 persone, di continuare la produzione di acciaio mentre sono in corso i lavori di bonifica ambientale. Un garante vigilerà sul rispetto delle norme ambientali e a difesa della salute pubblica. La violazione di queste norme comporta multe pecuniarie e può anche portare a un esproprio del sito produttivo. 

 

 

Ilva
(Foto: Reuters / )
L'Ilva di Taranto
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