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Di Arianna Adamo | 12.12.2012 13:07 CET

Scandalo nella Regione Piemonte. I finanzieri hanno consegnato questa mattina quattro avvisi di garanzia ai consiglieri regionali Michele Giovine (Pensionati per Cota), Maurizio Lupi (Verdi verdi), Andrea Stara (Insieme per Bresso) ed Eleonora Artesio (Federazione della sinistra). I consiglieri sono stati accusati di peculato, ossia di aver utilizzato risorse pubbliche destinate dalla Regione al partito, per spese personali: con quei soldi si sono comprati un tosaerba, sono andati a cena fuori e alle terme, hanno viaggiato in tutto il mondo. Maurizio Lupi, dei Verdi, vittima di una irrefrenabile passione per i videogiochi, si faceva regalare dai contribuenti 2050 euro di prodotti informatici.

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L'inchiesta è quella avviata dalla procura di Torino dopo lo scandalo della Regione Lazio sull'utilizzo dei finanziamenti regionali ai gruppi consiliari. Le accuse sono fondate e colme di numerose prove: pare, infatti, che nessuno dei consiglieri si sia preoccupato di “giustificare” le spese effettuate. Non hanno provato a mantenere una condotta falsamente coerente con la reale motivazione del finanziamento ai gruppi. Hanno fatto tutto alla luce de sole. Sperando, forse, di non essere mai scoperti.

Michele Giovine ha messo insieme scontrini per 121 mila euro, più 80 mila euro mai giustificati, nel periodo che va dall´inizio della legislatura Cota (maggio 2010) a oggi; Maurizio Lupi ha raggiunto la cifra di 74 mila euro e Andrea Stara 57 mila euro. Insieme a loro, una quarta consigliera regionale, Eleonora Artesio, Federazione della Sinistra, è stata raggiunta da avviso di garanzia con la medesima accusa ma con una cifra molto più bassa: circa 12 mila euro in tre anni.

"Sono molto amareggiata", ha commentato l'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. "Oggi stesso” ha annunciato “ho avviato le procedure per negare l'uso del mio nome al gruppo in consiglio regionale coinvolto nell'indagine. Pur riconoscendo il diritto di difesa non posso consentire che il mio nome venga associato a reati molto gravi, tanto più se commessi da chi svolge un incarico pubblico".

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Gdf indaga su 4 consiglieri della Regione Piemonte
(Foto: Reuters / )
Utilizzavano il denaro destinato al partito per spese personali.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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