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Di C.F. | 13.12.2012 09:46 CET

Che il Cavaliere non abbia una strategia precisa è evidente. Non si aspettava (forse) una reazione così secca e unanime al suo rientro nell'arena politica. In Europa ci supplicano di non tornare indietro, in Italia si sprecano le ironie sull'ultimo show andato in onda nel tardo pomeriggio di ieri.

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Stavolta siamo davvero alle "comiche finali", come già ebbe a dire Gianfranco Fini nel 2007? L'unica certezza è che ieri il Cavaliere si è contraddetto una decina di volte in pochi minuti. Ha candidato Monti, Montezemolo, sè stesso e persino Alfano. Ha ripreso il vecchio copione della magistratura cattiva. Persino Bruno Vespa, solitamente tenero con l'ex premier, non gli ha risparmiato qualche frecciata.

"Il presidente Berlusconi è in evidente stato confusionale se manifesta la possibilità di fare l'ennesima giravolta di un passo indietro in caso di candidatura di Monti a cui la scorsa settimana ha tolto la fiducia in Parlamento" ha commentato Pierferdinando Casini. "Così facendo Berlusconi dimostra solo la sua disperata inaffidabilità" gli fa eco Gianfranco Fini.

"La minaccia di far cadere le giunte di Veneto e Piemonte? Una barzelletta. Possibile sostegno della Lega a Monti. Idem. Ma chi è questo B?" così Roberto Maroni su Facebook. "Replica all'infinito lo stesso copione facendo finta di ignorare di essere il principale responsabile politico della crisi sociale ed economica italiana. Non fa più paura, ma quasi tenerezza" la chiosa dell'ex Idv Massimo Donadi.

 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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