Grosse rivoluzioni in casa Big Blue. IBM ha annunciato recentemente di aver adattato la realizzazione di circuiti cosiddetti "nanofotonici", che utilizzano microsocopici segnali luminosi (raggi laser) per far comunicare i componenti tra loro, al posto di utilizzare le piste prestampate. La nanofotonica è una tecnologia davvero rivoluzionaria e potrebbe cambiare sensibilmente il processo produttivo di transistor e chip al silicio.
Youm/Samsung
La rivouzione ariverà nel 2013
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Nell'annuncio di IBM si legge infatti che questa tecnologia "permette l'integrazione di componenti ottici differenti accanto ai circuiti elettrici su un singolo chip di silicio per la prima volta in una produzione standard di semiconduttori a 90 nanometri".
Una nuova e promettente tecnologia di trasmissione dati, quindi, soprattutto per server, datacenter e supercomputer. Grazie ai processi di produzione standard (CMOS) IBM ha dimostrato di trasferire dati a un bitrate superiore ai 25 Gbps, insomma si potranno trasferire "Terabyte di dati" tra parti distanti di sistemi informatici.
La rivoluzione IBM passa anche dai tanto chiacchierati circuiti e display flessibili. Ne sa qualcosa Samsung, che ha promesso la commercializzazione al pubblico degli schermi flessibili già dal 2013. Big Blue in occasione dello IEDM di San Francisco ha dato prova di una nuova tecnica di produzione di un materiale flessibile basato sul silicio, che permetterà in futuro di vedere in commercio dispositivi flessibili e che si potranno arrotolare.
La marcia in più di IBM sembra essere un processo produttivo convenzionale e a temperatura ambiente, in grado di ridurre sensibilmente i costi. In particolare IBM ha utilizzato un cosiddetto substrato ETSOI (extremely-thin Silicon-on-Insulator), sul quale viene depositato uno strato di nickel, poi viene applicato sopra una pellicola flessibile di poliimmide. Il resto sono tutti dettagli tecnici alquanto noiosi, Il risultato è che dal 2013, al massimo per il 2014, gli schermi flessibili potranno diventare realtà.
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