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Di Costabile Gallo | 13.12.2012 20:10 CET

Ilva, dopo Taranto anche Genova.

Il segretario provinciale della Uilm Talò ha dichiarato all'Ansa che a seguito del sequestro dei prodotti finiti, ci saranno presto ripercussioni anche sugli altri impianti italiani ed esteri. Genova e Novi Ligure si fermeranno entro tre-quattro giorni. A rischio sono anche gli stabilimenti di Salerno, dell'Hellenic Steel di Salonicco, della Tunisacier di Tunisi e di diversi stabilimenti presenti in Francia.

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Solo ieri era arrivata la notizia che l'Ilva aveva comunicato ai sindacati di aver chiesto fino al 31 gennaio 2013 la cassa integrazione in deroga per 1428 lavoratori dello stabilimento di Taranto a causa del sequestro del prodotto finito degli ultimi 4 mesi disposto dalla magistratura.

Decisive saranno le prossime ore; l'auspicio di molti che possa essere dato il via libera al decreto salva-Ilva su cui la Procura di Taranto starebbe lavorando per sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione agli interventi del Governo sui provvedimenti della magistratura nei confronti dell'Ilva

 

 

L'Ilva di Taranto
(Foto: Reuters / )
Una immagine dell'Ilva di Taranto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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