Dati contrastati quelli che vengono dal Giappone. Buona la produzione industriale che si attesta a +1,6% contro il +1,8% del dato precedente, mentre a preoccupare è l'indice Tankan della Bank of Japan. L'indice, misurato su un campione di 1200 grandi produttori nipponici, si è attestato a -12, fortemente negatico e al di sotto delle stime degli analisti che prevedevano un -10. Il dato precedente era a -3.
Reuters/Kim Kyung-Hoon
A Japanese national flag is seen near a graph displaying the movements of the U.S. dollar and the Japanese yen foreign exchange rates at a dealing room in Tokyo August 30, 2010.
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Le industrie stanno soffrendo a causa di uno Yen in rafforzamento contro le altre valute e dal rallentamento cinese. La forza dello Yen diminuisce le esportazioni mentre l'economia cinese, molto importante a livello commerciale, è in rallentamento.
Si ipotizza quindi un intervento della Bank of Japan per sostenere la crescita, magari grazie ad un programma di allentamento quantitativo di tipo illimitato. Per il Giappone si profila il rischio di chiudere il terzo trimestre in recessione. L'economia giapponese, promotrice dei primi quantitative easings, per quanto gloriosa sia stata in passato, rimane sempre tra le economie più importanti del globo seppure oggi mostri segni di debolezza nella tanto agognata corsa alla crescita.








