Il decreto Crescita 2.0 contenente la regolamentazione sull’Agenda Digitale e sulle Startup è divento legge. Un passo necessario richiesto dall’Europa e che trova grande entusiasmo in tutti quegli imprenditori e lavoratori che vogliono basare il proprio business sulle nuove tecnologie e su internet. Un sospiro di sollievo per l’industria tecnologica e dell’innovazione italiana.
Reuters
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Marte, da Curiosity la cartolina interattiva da 1,3 miliardi di pixel: una "visita virtuale" al Pianeta Rosso
Dalla microchirurgia una risposta alla sterilità maschile
Galaxy S4 in difficoltà? S3 dismesso prima del previsto, cala la produzione
Tra tutte le polemiche di questi giorni, tra ribaltamenti di fronte e candidature varie, il decreto crescita è riuscito a sopravvivere. Una presa di posizione (o di coscienza) che ha mostrato all’Europa che anche l’Italia è pronta ad investire nel futuro e a diminuire il suo digital divide: lo stesso commissario europeo per l’agenda digitale, Neelie Kroes, si è congratulata su Twitter con il nostro Paese per l’approvazione avvenuta.
Il rischio di non vedere tramutato in legge questo decreto è stato molto elevato, soprattutto per le ultime prese di posizione della maggioranza. Ma anche se tutto sembra essere andato a buon fine, i più maligni fanno notare che potrebbe esserci una brutta sorpresa. Infatti il futuro dell’Agenzia per l’Italia digitale, che dovrebbe applicare le disposizioni, non è poi così scontato.
Secondo quanto detto da Roberto Scano, esperto di tecnologie, l’art. 21 comma 4 del decreto 83/2012 nasconderebbe un cavillo che in caso di caduta del governo farebbe saltare anche l’Agenda Digitale. Il comma in questione dice: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è approvato lo statuto dell'Agenzia entro 45 giorni dalla nomina del Direttore generale ...”.
Visto che però la nomina del direttore generale è ancora in attesa di conferma dalla Corte dei Conti, quando il governo verrà sciolto, cosa succederà? Questo è quello che si stanno chiedendo un pò tutti e già sul web impazza il dibattito.
Restiamo a vedere quello che accadrà in futuro. Lo sviluppo tecnologico sembra essere ancora legato a doppio filo con la politica di questo Paese, anche se la sensazione è che tutto, alla fine, avrà una lieta conclusione.
[Fonte: il Fatto]








