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Di Giovanni Belelli | 14.12.2012 14:08 CET

Il decreto Crescita 2.0 contenente la regolamentazione sull’Agenda Digitale e sulle Startup è divento legge. Un passo necessario richiesto dall’Europa e che trova grande entusiasmo in tutti quegli imprenditori e lavoratori che vogliono basare il proprio business sulle nuove tecnologie e su internet. Un sospiro di sollievo per l’industria tecnologica e dell’innovazione italiana.

Reuters
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.

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Tra tutte le polemiche di questi giorni, tra ribaltamenti di fronte e candidature varie, il decreto crescita è riuscito a sopravvivere. Una presa di posizione (o di coscienza) che ha mostrato all’Europa che anche l’Italia è pronta ad investire nel futuro e a diminuire il suo digital divide: lo stesso commissario europeo per l’agenda digitale, Neelie Kroes, si è congratulata su Twitter con il nostro Paese per l’approvazione avvenuta.

Il rischio di non vedere tramutato in legge questo decreto è stato molto elevato, soprattutto per le ultime prese di posizione della maggioranza. Ma anche se tutto sembra essere andato a buon fine, i più maligni fanno notare che potrebbe esserci una brutta sorpresa. Infatti il futuro dell’Agenzia per l’Italia digitale, che dovrebbe applicare le disposizioni, non è poi così scontato.

Secondo quanto detto da Roberto Scano, esperto di tecnologie, l’art. 21 comma 4 del decreto 83/2012 nasconderebbe un cavillo che in caso di caduta del governo farebbe saltare anche l’Agenda Digitale. Il comma in questione dice: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è approvato lo statuto dell'Agenzia entro 45 giorni dalla nomina del Direttore generale ...”.

Visto che però la nomina del direttore generale è ancora in attesa di conferma dalla Corte dei Conti, quando il governo verrà sciolto, cosa succederà? Questo è quello che si stanno chiedendo un pò tutti e già sul web impazza il dibattito.

Restiamo a vedere quello che accadrà in futuro. Lo sviluppo tecnologico sembra essere ancora legato a doppio filo con la politica di questo Paese, anche se la sensazione è che tutto, alla fine, avrà una lieta conclusione.

[Fonte: il Fatto]

Corrado Passera
(Foto: Reuters / STRINGER Italy)
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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