Favia non lascia nulla di intentato. Cacciato da Grillo e diffidato dall'uso del simbolo, il consigliere emiliano ricorre alle vie legali affidando la questione dell'utilizzo del marchio all'avvocato Riccardo Novaga il quale, dopo aver confermato di aver accettato l'incarico, dichiara al Fatto Quotidiano: "La domanda da porsi è questa: un privato può inibire a un gruppo parlamentare, in questo caso consiliare, l'utilizzo nelle istituzioni del segno distintivo con cui è stato votato?"
Reuters
Si riapre la diatriba tra Giovanni Favia e l’ex comico dopo il fuori onda in cui il consigliere accusava la mancanza di democrazia del movimento
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Altro che pensione d’oro. Amato: "Prendo 11 mila euro e poco più al mese"
"Vogliono eliminare me e il M5S"
Mafia, Ritirato il ddl sul dimezzamento della pena per il concorso esterno
"Risposte certe al momento non ce ne sono. Ma di sicuro non si può escludere la possibilità che un eletto possa proseguire l'attività nel proprio gruppo. Bisogna valutare. Anche perché -chiarisce- si tratta di un caso abbastanza inedito: fino adesso i partiti avevano scelto di risolvere i problemi interni mantenendosi sempre su un piano politico".
Su facebook Favia ha scritto: "Gli interessi privati, i personalismi, la verticalità organizzativa, la fede messianica in un leader, non sono mai state nel nostro Dna, non sono mai state i nostri semi. Accettare una deriva di questo tipo significherebbe arrendersi. E noi invece non ci arrendiamo mai".







