Il 27,92% dei Comuni italiani ha aumentato le aliquote Imu sulla prima casa, adibite ad abitazione principale. Il numero raddoppia (55,95%) per le seconde case. Sono i dati resi noti dallo studio realizzato dalla Consulta dei Caf (Centro Assistenza Fiscale). Quasi un comune su dieci (il 7,97%) ha deciso di utilizzare l'aliquota massima. Tra questi i capoluoghi di provincia di Agrigento, Alessandria, Caserta, Messina, Parma, Rieti e Rovigo.
REUTERS/Andrea Comas
Una serie di banconote da 500 euro.
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Dallo studio della Consulta emerge la convenienza a vivere in centri più piccoli, dove le rendite immobili sono meno elevate e per l'applicazione di un'aliquota di base applicata all'acconto più bassa. Gli aumenti più alti sono stati registrati nel Centro Italia.
"Occorre inserire le decisioni sugli sgravi e sulle facilitazioni per l'Imu in un perimetro nazionale, definito dagli stessi Comuni ma che consenta di richiamare quelle amministrazioni che escono fuori da quest'ambito - ha dichiarato il presidente della Consulta nazionale dei Caf, Valeriano Canepari - Quasi tutti i Comuni hanno spinto l'aliquota verso l'alto e pochissimi hanno invece utilizzato le detrazioni per gestire sul territorio decisioni di sgravi e facilitazioni che invece sarebbero servite".








