Wwf, 19 mld di dollari il giro d'affari per commercio animali. Google mette in campo i droni

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Di Giovanni Tortoriello | 15.12.2012 23:25 CET

Secondo un recente rapporto realizzato da WWF e TRAFFIC, rete di monitoraggio della fauna selvatica creata congiuntamente da IUC e WWF, il commercio illegale di fauna selvatica ha un valore di almeno 19 miliardi di dollari l'anno, il che lo pone al quarto posto nel commercio illegale a livello mondiale dopo gli stupefacenti, la contraffazione e il traffico di esseri umani.

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I numeri che emergono dal rapporto sono impressionanti: il prezzo raggiunto dal corno di rinoceronte è di 60.000 dollari al chilo, nel solo 2011 è stato confiscato avorio proveniente da 2.500 elefanti, 100 milioni di tonnellate di pesce, 1.5 milioni di uccelli vivi e 440.00 tonnellate di piante medicinali sono commercializzate illegalmente ogni anno.

Un giro d'affari ad alto profitto e a basso rischio gestito sempre più da organizzazioni criminali sofisticate che in alcuni paesi sfruttano la mancanza di credibilità delle forze dell'ordine e sanzioni penali poco efficaci contro il traffico di fauna selvatica.

"La domanda di prodotti naturali illegali è in aumento di pari passo con la crescita economica in quei paesi consumatori emergenti, e con denaro facile e profitti sempre più alti per le organizzazioni criminali"- ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabili Specie, TRAFFIC & Foreste WWF Italia.

"Ci auguriamo che i diversi governi maggiormente interessati aprano gli occhi e si rendano conto  che devono affrontare il commercio illegale di natura come un problema urgente"- ha affermato ancora Rocco- "Non è solo una questione di tutela dell'ambiente, ma anche della stessa sicurezza nazionale, in particolare per quei paesi già provati da profonde lacerazioni sociali ed economiche. È ora di porre fine a questa grave minacca allo stato di diritto. I proventi dei traffici illegali sempre più spesso finiscono per arricchire la criminalità organizzata e favoriscono instabilità sociali e politiche. Lo sfruttamento incontrollato di queste risorse priva gli stessi paesi ricchi di natura dei loro beni primari, ponendo limiti a che tali paesi possano fare sviluppare le loro economie su un uso più razionale e sostenibile delle proprie ricchezze che invece continuano ad essere depredate senza limiti".

Una situazione gravissima acuita dal mercato illegale di armi che le organizzazioni criminali generano tramite i proventi dei loro traffici illeciti. "È un vero circolo vizioso. In questi paesi i ricchi proventi derivati dall'uccisione e dal commercio illegali di animali e delle loro parti nutrono un mercato diffuso e pericolosissimo di armi"- ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttore Conservazione Internazionale del WWF italia,- "È così i fucili, i kalashnikov, entrano capillarmente nella foresta rinforzando quel massacro di animali grandi e piccoli di cui si nutrono i signori delle armi".

Secondo l'associazione del panda, tutti questi dati dimostrano il fallimento dell'attuale approccio globale in materia di commercio illegale di specie. Per dare una svolta è necessario che le nazioni considerino questo problema come una priorità e lo pongano al centro delle loro iniziative. Una buona notizia in tal senso è arrivata lo scorso 10 dicembre quando i Governi del Sud Africa e del Vietnam hanno annunciato di aver firmato un memorandum per migliorare la cooperazione dei due stati in materia di conservazione della biodiversità e per la lotta contro il traffico illegale di specie selvatiche.  

Anche il WWF è direttamente impegnato nel contrasto del commercio illegale di fauna selvatica. Recentemente Google, tramite il Google Impact Awards, ossia l'associazione del motore di ricerca che sostiene organizzazioni che utilizzano soluzioni tecnologiche e innovative per affrontare problemi cruciali per l'umanità, ha donato 5 milioni di dollari al WWF per combattere il bracconaggio in Africa e in Asia.

La donazione di Google sarà utilizzata per costruire dei droni che, ovviamente, hanno poco a che fare con quelli usati in ambito militare, piuttosto serviranno a monitorare le zone più impervie, tracciare i bracconieri e controllare gli spostamenti degli animali più a rischio. Questi apparecchi, controllati a distanza da una guardia forestale tramite un tablet e dotati di videocamere, sono in grado di volare per circa 30 km ad un'altezza di 200 metri per un'ora.

Il giro d'affari dietro il traffico illegale di animali selvatici si aggira tra i 7 e i 10 miliardi di dollari l'anno e nel'ultimo anno gli attacchi contro alcune specie animali sono notevolmente aumentati, ad esempio secondo Traffic i negli ultimi 12 mesi i rinoceronti uccisi in Sud Africa sono passati da 14 a 588. "Assistiamo a una crisi legata al bracconaggio senza precedenti - ha dichiarato il presidente del WWF Carter Roberts- Le uccisioni stanno aumentando; e abbiamo bisogno di soluzioni tanto sofisticate quanto le minacce che fronteggiamo". 

[Fonti: WWF, TRAFFIC, BBC]

 

 

Tigre
(Foto: Reuters / )
La foto di una tigre
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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