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Di Valentina Beli | 16.12.2012 11:29 CET

E' Monti l'ultima spiaggia. Dopo averlo criticato, osteggiato in Parlamento e alla fine sfiduciato, adesso diviene l'unico uomo in grado di salvare il centrodestra e -possibilmente, sognando in grande- l'unico nome capace di dare qualche speranza alla vittoria del Pdl &Co . Per la serie l'unione fa la forza.

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Silvio e la strategia dell'ammucchiata

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Così com'è il Popolo della Libertà è un'armata Brancaleone. La soluzione Monti potrebbe portare ad un asse centro-destra più Udc capace di garantire alla 'nuova alleanza' fino al 30% delle preferenze (questo secondo il Silvio pensiero), consentendo al Pdl & Co di andare alle elezioni con animo meno inquieto.

"L'Italia dei moderati è maggioranza nel Paese. Nell'attuale contesto, se lo riterrà, il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest'area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei". Lo scrive Silvio Berlusconi nel messaggio al convegno 'Italia Popolare', in corso adesso al teatro Olimpico di Roma.

 "Se Monti accettasse l'invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un'occasione storica per vincere le elezioni, afferma Berlusconi. Come nel '94, però - aggiunge il leader del Pdl - per centrare l'obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all'innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse".

Insomma, un cambio di immagine forte in nome di una competizione elettorale che senza Monti, ovvero un deus ex machina capace di far riguadagnare al centro destra la fiducia degli italiani , sarebbe persa in partenza. Almeno secondo gli attuali sondaggi.  Eccoli dunque riunirsi oggi sotto lo stesso tetto in cerca di un nuovo padre putativo. Da Frattini ad Alemanno passando per lo stesso Alfano. Sotto la bandiera di 'Italia popolare'  i nuovi vecchi nomi sono pronti a mettersi in discussione per il bene del Paese (?) e del partito.

Insomma: tutti per uno, uno per tutti. Purché si marci dritti verso la vittoria. Acredini e contrasti sembrano magicamente scomparire; intanto però il Pdl fa i conti senza l'oste. Oggi il professore salirà al Quirinale per chiedere consiglio a Napolitano. Ma il numero uno della Bocconi la sua decisione sembra averla già presa. E si chiama Partito Democratico. 

 

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Il Pdl in cerca di adozione
(Foto: IBTimes / )
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