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Di David Pascucci | 17.12.2012 11:28 CET

Poco più di un anno fa veniva osannato come salvatore della Patria, un eroe contro il mostro spread, eppure nulla è cambiato, anzi. Nel novembre del 2011, Monti subentra all'uscente Berlusconi beneficiando dell'antiberlusconismo e di quella voglia di cambiare pagina ad un'Italia che sembrava stare sull'orlo del baratro. Il professore, come tutti lo chiamano ancora oggi, è stato osannato da tutti fino a quando non ha aumentato le tasse (di ogni tipo) contribuendo poi alla distruzione graduale dell'economia reale e della classe media.

Reuters
Il presidente del Consiglio, Mario Monti.

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Diciamo che la figura di Monti è sicuramente autorevole: bocconiano, economista di alto livello internazionale e non politicizzato. Eppure l'italiano medio si è fin troppo fidato della figura di Monti non pensando a ciò che avrebbe comportato una politica dettata dal modello europeo dell'austerity (vedi Grecia). Ora l'italiano medio è scontento, non spende più come prima e soprattutto si lamenta della figura che fino a pochi mesi fa era da lui vista come possibile salvezza dal mostro spread (falso indicatore di rischio).

Come possiamo definire la figura di Monti, al di là del classico "tecnico"? Potremmo definirlo un "consulente esterno" (a nome dell'Europa), ancor meglio un "curatore fallimentare".

Monti ha agito sull'economia italiana con un certo distacco emozionale, facendo veramente il tecnico della situazione non curandosi della classe media, come farebbe un consulente d'azienda curando il fallimento di un'impresa. Stavolta i costi sono stati tagliati a spese dell'italiano medio e della classe imprenditoriale.

Ma Monti ha risolto la situazione? Assolutamente no, anzi, ha peggiorato ulteriormente lo status economico italiano. Il debito è arrivato a rompere la soglia dei 2000 miliardi di euro, la disoccupazione è a livelli record, la tassazione è così alta che le imprese sono spinte a de-localizzare la produzione o a chiudere i battenti (il credit crunch ha fatto il suo dovere). In sostanza, Monti ha preso in mano il bilancio dello Stato e ha "spostato" i numeri affinché si potesse raggiungere il pareggio di bilancio non curandosi del "come fare" e delle conseguenze sulle persone, come se fosse un computer programmato a dovere.

Esagerazione definire l'operato di Monti in questo modo? No, perchè i dati Istat parlano chiaro, così come i consumi, i risparmi e gli investimenti. Fino a poco tempo fa, chi definiva Monti un carnefice, veniva etichettato come "ignorante". Ora, il premio Nobel Krugman ha definito Monti come un fallimento, così come le politiche d'austerity europee, dichiarazioni in linea con i guru della finanza come Marc Faber e Jim Rogers. Che siano ignoranti?

 

 

 

Mario Monti
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
Il presidente del Consiglio, Mario Monti.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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