Il processo Berlusconi continua ad essere rinviato. Tanto che la sentenza potrebbe arrivare a febbraio nel periodo elezioni. I giudici del processo a carico dell'ex-premier Silvio Berlusconi, infatti, hanno deciso di riconvocare per il prossimo 14 gennaio la giovane marocchina Ruby, definita oggi assente "ingiustificata" al banco dei testimoni e multata per questo di 500 euro.
Reuters
Oggi non si è presentata al processo
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Le 5 Stelle sbarcano anche in Germania: un nuovo clone per il Movimento di Grillo
Sentenza Mediaset, Berlusconi: "Motivazioni surreali"
"Lesbiche al rogo": nuova ondata di attacchi omofobi al Mario Mieli di Roma
La ragazza, come ha fatto sapere il suo legale, l'avvocato Paola Boccardi, tornerà dal Messico il 12 gennaio e ha intenzione di testimoniare. Nel processo, l'accusa sostiene che Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Ruby quando la giovane era ancora minorenne: in seguito l'ex premier avrebbe cercato illegittimamente di ottenerne il rilascio dalla questura di Milano, dove era stata fermata per furto, con l'obiettivo di occultare la sua relazione con la ragazza.
Oltre quella del 14 gennaio, il giudici hanno fissato altre udienze per il 21 e 28 gennaio e per il 4 febbraio. La scorsa settimana la giovane non si era presentata a testimoniare, facendo sapere tramite il suo avvocato di essere in Messico da fine novembre e di aver intenzione di rientrare in Italia a gennaio. Il pm, Ilda Bocassini, ha ribadito oggi di ritenere la convocazione di Ruby una strategia per rinviare la sentenza: gli avvocati dell'ex premier, secondo il pm, vogliono solo perdere tempo. Boccassini ha definito “improvvisa la decisione di Karima di partire per il Messico”, tanto che “non ha avvisato nemmeno i suoi genitori”.
L’accusa ha osservato, infatti, che il 28 novembre “Ruby era ancora in Italia perché quel giorno era prevista la sua testimonianza come parte civile in un processo a Genova che vede imputato Luca Risso” (il compagno della giovane marocchina, ndr). Proprio in quel giorno, stando alla ricostruzione del pm, viene chiesta l’autorizzazione alla questura di Genova di portare in Messico la figlia. “Qualsiasi persona normale” sostiene la Boccassini “programma un viaggio in Messico un po’ di anticipo, prenota prima i biglietti, tanto più con una bambina piccola e un viaggio lungo di fronte”.
Leggi anche:
Caso Ruby, udienza rimandata. Boccassini: "Si dilatano i tempi per arrivare in campagna elettorale"








