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Di Costabile Gallo | 17.12.2012 14:47 CET

La Grecia deve fare ancora molto per combattere l'evasione fiscale.

È questo il senso della consueta relazione trimestrale dell'Unione Europea sulla Grecia; la Ue spiega che le entrate tributarie derivanti dalla lotta all'evasione sono ancora al di sotto dell'obiettivo necessario per la riduzione del debito pubblico ellenico: al momento, si registrano flussi di cassa in entrata di 1 miliardo di euro, ben distanti dal target fissato per il 2012 (2 miliardi di euro).

Reuters
Protestor raises flags of Portugal, Italy, Greece and Spain in front of the parliament in Syntagma square during a 48-hour strike by the two major Greek workers unions in central Athens

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La Ue lamenta soprattutto il numero limitato di verifiche fiscali che Atene ha finora condotto nei confronti dei grandi contribuenti, solo 88 sulle 300 previste, e sui contribuenti ad alto reddito, 467 rispetto alle 1300 concordate con la Ue.

Intanto si apprende, dalle pagine del quotidiano ellenico Kathimerini, che Atene starebbe studiando un piano per la creazione di una task-force, il Comitato di saggi, che avrebbe l'incarico  di trovare nuovi sistemi per recuperare i circa 30 miliardi di euro che gli evasori devono alle casse dello Stato.

L'obiettivo è di dare un chiaro segnale all'Europa  sulla volontà di Atene di rispettare gli impegni assunti con la Troika (Ue, Bce e Fmi). 

 

 

Grecia - Atene
(Foto: Reuters / )
Protestor raises flags of Portugal, Italy, Greece and Spain in front of the parliament in Syntagma square during a 48-hour strike by the two major Greek workers unions in central Athens
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