Grillo ce l'ha fatta. E non solo lui. Ieri in tarda serata è stato approvato il decreto che dimezza le firme necessarie alla corsa in Parlamento. Dal suo blog il leader del M5S aveva gridato al complotto facendo notare il poco tempo a disposizione, causa la fine prematura della legislatura, per dislocare i banchetti e raccogliere le adesioni.
Reuters
Il cdm ha mantenuto la promessa: dimezzate le firme per la corsa in Parlamento
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Operazione ostacolata anche da neve e maltempo. Antonio Di Pietro in nome della democrazia si era detto disposto ad aiutare gli attivisti a raccogliere le firme perché, aveva specificato l'ex pm "con questo sistema delle firme chi è già dentro il Parlamento ci resta e chi non c'è rimane escluso". Il futuro sarebbe stato incerto dunque anche per il Movimento Arancione che, adesso, può avere uno sguardo diverso sul domani.
Poi la buona novella: il decreto tanto atteso per tutelare le nuove formazioni politiche.
Dice un comunicato di Palazzo Chigi, che il decreto prevede "la riduzione della metà del numero delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e dei candidati". In particolare, il taglio delle sottoscrizioni cresce "al 60% per i partiti e i movimenti politici che alla data di entrata in vigore del decreto sono costituiti in gruppo parlamentare almeno in una delle Camere, secondo i rispettivi regolamenti".
Il provvedimento approvato dal governo consente l'esonero delle firme anche alle "componenti politiche interne costituite all'inizio della legislatura al momento della convocazione dei comizi". Per esempio, i radicali eletti nel Pd o componenti del cosiddetto "gruppo misto".
E' stata stabilita inoltre un'unica data per elezioni politiche e regionali in Lombardia e Molise , in attesa che sia deciso anche il voto per il Lazio.
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