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Di Roberto Cutonilli | 18.12.2012 11:42 CET

 

Chiariamoci sin da subito, che MPS fallisca non è cosa probabile né tanto meno cosa che, per mille ragioni, alcuno si auguri, tuttavia, vista l'intrigata situazione finanziaria in cui naviga la banca, non del tutto impossibile. Tanto per fare il punto, MPS ha ottenuto tempo fino al 1 marzo 2013 di emettere, gli ormai noti, Monti-Bond, cioè delle obbligazioni da vendere in condizioni di favore al Ministero dell'Economia e delle Finanze. In pratica un veicolo giuridico finanziario per tentare di salvare la banca.

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La Commissione europea ha approvato, il 17 dicembre, la ricapitalizzazione da 3,9 miliardi di euro di MPS, benché sottoposta ad un piano di ristrutturazione da presentarsi entro sei mesi. Ma non finisce qui. Per il 2012 e 2013 la banca potrà pagare i relativi interessi eccedenti il risultato d'esercizio, attraverso l'emissione di ulteriori Monti-bond. Cioè pagare il debito con nuovo debito. Ora visto che si stima che tali interessi siano di 550 ml di euro, l'aiuto dello Stato arriverà alla ragguardevole cifra di 4,45 mld di euro. E dopo? Nel caso MPS, più che probabile, non riuscisse a pagare tale debito, tali bond si trasformerebbero in azioni per lo Stato che entrerebbe così nel capitale divenendo azionista di peso, forse di maggioranza se come pare, tali azioni, saranno valutate al prezzo di mercato.

La situazione attuale di MPS e la generica crisi finanziaria è lo spunto per un ragionamento più ampio, è così difficile che una banca fallisca? Cominciamo col dire che no, non è così difficile che una Banca vada in default, in fondo con i dovuti distinguo, è sempre una società come le altre e negli ultimi anni si sono contati ben nove "crack". Tanto per rinfrescare la memoria, gli ultimi casi sono stati: Banca Mb, Banco Emiliano Romagnolo, Banca Valle D'itria E Magna Grecia, Sicilcassa, Credito Commerciale Tirreno e via dicendo. Allora la domanda è: cosa succederebbe ai nostri risparmi se la nostra Banca fallisse? Fortunatamente il risparmiatore ha dalla sua un meccanismo di protezione dei depositi, tutelato sia a livello europeo che nazionale. A livello europeo vigono la Direttiva n. 94/19 CE, come modificata dalla Direttiva 2009/14/CE dell'11 marzo 2009, recepite dal legislatore italiano con il D. Lgs. del 4 Dicembre 1996, n.659 e con il D. Lgs. del 24 marzo 2011, n.49 in vigore dal 7 maggio 2011. In Italia, sin dal lontano 1987, è stato istituito un fondo di garanzia dei depositi, il FITD, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. "Il Fondo Interbancario garantisce, nei limiti previsti dallo Statuto, i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonché delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate. Lo Statuto del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, conformemente alla normativa nazionale di recepimento delle Direttive sui sistemi di garanzia dei depositi, comprende nella protezione offerta ai depositanti i crediti relativi ai fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione, in euro e in valuta, sotto forma di depositi o sotto altra forma, nonché gli assegni circolari e i titoli ad essi assimilabili". In buona sostanza ogni depositante è tutelato per un totale massimo di  100.000 euro, rimborsabili in 20 giorni lavorativi, prorogabili di altri 10. In particolare possono essere fatti valere nei confronti della Banca tutti quei crediti che si possono far valere in sede di liquidazione coatta amministrativa come previsto dal TUB (testo unico bancario), tuttavia ci sono delle eccezioni: i depositi e gli altri fondi rimborsabili al portatore; le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, pagherò cambiari ed operazioni in titoli; il capitale sociale, le riserve e gli altri elementi patrimoniali della banca; gli strumenti finanziari disciplinati dal codice civile etc. (per un approfondimento di tutte le casistiche rimando all'art. 96-bis del T.U.B. ).

Per concludere, se appartenete alla stragrande maggioranza di correntisti che ha un conto corrente con meno di 100.000 euro depositati, sappiate che i vostri risparmi sono tutelati dallo Stato, e le vicende di cui abbiamo parlato vi interessano relativamente, se siete invece tra quei fortunati con una somma maggiore depositata, potete immaginare di ridurre il rischio diversificando  su più Istituti bancari, se poi avete non solo più di 100.000 sul conto corrente di una Banca ma anche altri generi di rapporti finanziari con la stessa, si invita a prendere attenta visione dell'art. 96 del T.U.B., in particolare del comma 4, per sapere se e come siete tutelati e prendere tutte le contromisure del caso per ridurre i rischi, magari rivolgendovi ad un professionista, perché in ambito finanziario il fai da te, non è mai la migliore soluzione.

 

 

For any more information, please feel free to email me at r.cutonilli@IBTimes.com

 

 

 

 

Monte dei Paschi
(Foto: reuters / )
Contestazioni contro l'istituto finanziario senese
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