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Di Costabile Gallo | 18.12.2012 15:14 CET

La fotografia dell'Italia per il 2011 scattata dall'Istat, nel suo consueto annuario, mostra un'Italia con più laureati disoccupati e anche con più occupati stranieri.

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Il numero di occupati è aumentato, complessivamente, di 95.000 unità rispetto al 2010 attestandosi a 22.967.000 unità. L'incremento va ricercato soprattutto nel maggior numero di occupati stranieri che rappresentano il 9,8% degli occupati totali (rispetto al 9,1% del 2010) mentre è calata la quota di lavoratori italiani.

Si è poi registrata una concentrazione dell'aumento dell'occupazione soprattutto nelle classi di età più adulte da ricondurre ai requisiti sempre più stringenti per accedere alla pensione, che spostano in avanti il momento di uscita dal mercato del lavoro. Considerando la posizione professionale, la crescita degli occupati riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti (+130.000 unità), mentre si registra una flessione dello 0,6% per i lavoratori  indipendenti (-36.000 unità).

A livello di settore di attività economica, l'agricoltura registra una nuova flessione (-1,9%, pari a 16.000 unità in meno), mentre l'industria in senso stretto segna, dopo tre anni di calo, un moderato recupero (+1,4% pari a +63.000 unità). Prosegue a ritmi più sostenuti il calo nelle costruzioni (-5,3% pari a -102.000 unità) mentre nei servizi l'occupazione torna a crescere (+1%, pari a 151.000 unità in più), dopo la sostanziale stabilità del 2010.

Il tasso di occupazione è al 56,9%, valore che si mantiene ampiamente al di sotto della media Ue (64,3%); quello maschile si attesta al 67,5%, mentre il tasso riferito alle donne si posiziona al 46,5%. Rimangono ampi i divari territoriali, con il tasso di occupazione che al Nord è oltre venti punti più elevato di quello dell'area meridionale.

Quello che più preoccupa è l'incremento dei laureati che sono senza lavoro. Secondo l'Istat, nel 2011, si contano 1 milione 128 mila persone in cerca di lavoro tra i 15 e i 34 anni. Tra i giovani fino a 29 anni il tasso di disoccupazione dei laureati è più elevato rispetto a quello dei diplomati e ciò dipende dal più recente ingresso nel mercato del lavoro di chi prolunga gli studi, ma anche dalle crescenti difficoltà occupazionali dei giovani, pur con titolo di studio elevato.

Le difficoltà dei laureati a trovare lavoro inevitabilmente ha prodotto effetti negativi anche sulle nuove immatricolazioni scese del 2,2% rispetto allo scorso anno.

 

 

Studenti
(Foto: Reuters / )
Lo spot che valorizza l'istruzione pubblica attraverso una scuola privata
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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