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Di Costabile Gallo | 18.12.2012 15:48 CET

Il settore bancario italiano è quello che risente maggiormente della recessione in atto.

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A sottolinearlo è l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) che, nel suo Rapporto 2012, mette in guardia le banche sul fatto che l'offerta prestiti continua a decrescere e  la raccolta è concentrata solo sul breve periodo.

La fotografia scattata dall'ABI sul mercato bancario per il 2012 (dati aggiornati a novembre) evidenzia una crescita, per il terzo mese consecutivo, della raccolta delle banche (+5,8% per i depositi a novembre rispetto allo stesso mese del 2011) che, tuttavia, si concentra solo sulla componente a breve mentre continua a decrescere la raccolta in obbligazioni.

Dal lato degli impieghi (prestiti) si registra ancora un tasso di crescita negativo (-1,7% a novembre rispetto allo stesso mese del 2011) con un aumento delle sofferenze ormai prossime 120 miliardi di euro.

Secondo l'ABI, il settore bancario italiano sta risentendo del peso della recessione, lavora con spread sui tassi ridotti ai minimi storici, fa i conti con la cattiva qualità del credito e con basse prospettive di redditività.

"Per un recupero di redditività occorrerà aspettare il superamento della crisi, con la ripresa collocata tra fine 2013 e il 2014", spiega il capo-economista dell'Associazione, Gianfranco Torriero.

Ai bassi volumi di prestiti erogati, dovuti soprattutto al rallentamento della domanda di mutui legata alla caduta delle compravendite immobiliari, si associano spread sui tassi (differenziale del tasso sugli impieghi e quello sulla raccolta ) ai minimi storici. Nel suo intervento, a margine della conferenza stampa di presentazione del Rapporto 2012, il presidente dell'ABI, Giuseppe Mussari, ha dichiarato che le banche chiederanno nella prossima legislatura, a Governo e Parlamento, un intervento prioritario per il settore che lamenta uno squilibrio nel trattamento fiscale con le altre imprese e con i concorrenti esteri. La questione principale, ha spiegato Mussari, è che le banche oggi possono dedurre fiscalmente le perdite su crediti solo spalmandole in 18 anni, mentre  sono previsti regimi più agevolativi in molti in altri paesi europei. L'agenda economica inoltre dovrà essere centrata su due priorità, ha detto Mussari, quella di ridurre il rischio sovrano che tiene alto lo spread e quella di creare le condizioni per fare ripartire investimenti e crescita nel Paese.

 

 

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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