Dopo l'IMU sarà l'ora della Tares.
Il 2013 si aprirà con una nuova stangata per le tasche degli italiani che dovranno fare i conti con l'entrata in vigore della nuova tassa sui rifiuti, la Tares, che sostituirà la vecchia Tarsu. Un sub-emendamento al Decreto stabilità prevede l'introduzione, a partire da aprile, dell'imposta comunale sui rifiuti e i servizi. Il costo della nuova imposta sarà maggiorato rispetto all'attuale imposizione dal momento che il gettito fiscale del tributo dovrà finanziare interamente il servizio di igiene ambientale, e dovrà occuparsi anche di illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e tutte le attività diverse da quelle che, come asili nido o assistenza domiciliare, sono effettuate a domanda individuale. Per finanziare questi servizi, detti servizi indivisibili, il Comune applicherà al tributo sui rifiuti una maggiorazione, pari a 30 centesimi (elevabile a 40) al metro quadrato.
Reuters
Rifiuti a Napoli
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In tutto, i contribuenti pagheranno un miliardo di euro all'anno, a beneficio delle casse dello Stato che risparmierà una cifra equivalente derivante dal taglio agli ex trasferimenti ai Comuni. In molti casi, però, anche la componente rifiuti dovrà aumentare il conto rispetto a quello presentato oggi. Il tributo, infatti, dovrà finanziare integralmente il costo del servizio rifiuti, cosa che oggi accade con sicurezza solo nel 16% dei Comuni, ovvero, quelli che applicano la tariffa Tia (fonte Il Sole 24 Ore).
Al debutto, la Tares si baserà sulle stesse superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, e solo quando lo scambio di informazioni effettivo fra Catasto e Comuni sarà attivato (se ne parla da anni) assumerà la propria base imponibile effettiva, cioè l'80% della superficie catastale dell'immobile.








